TIM, risultati 2025 con ricavi a €13,7 mld (+2,7%), EBITDA a €3,7 mld (+6,5%), debito netto a €6,9 mld, buyback fino a €400 mln

Centrati per il quarto anno consecutivo tutti gli obiettivi: forte generazione di cassa, leva sotto 1,9x, confermata la politica di remunerazione post Sparkle e approvati budget e guidance 2026

TIM chiude il 2025 con ricavi pari a 13,7 miliardi di euro (+2,7%) ed un EBITDA After Lease di 3,7 miliardi di euro (+6,5%), mentre il debito netto After Lease scende a 6,9 miliardi di euro, con leva sotto 1,9x, e il Consiglio annuncia un piano di buyback fino a 400 milioni di euro.

Per il quarto anno consecutivo il Gruppo centra tutti gli obiettivi annunciati al mercato, sostenuto da una forte generazione di cassa; confermata la politica di remunerazione post Sparkle e approvati budget e guidance 2026, che prevedono ulteriore crescita di ricavi e marginalità.

Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi sotto la presidenza di Alberta Figari, ha esaminato i dati preconsuntivi al 31 dicembre 2025. Il Consiglio tornerà a riunirsi l’11 marzo per l’approvazione del progetto di bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato.

Il 2025 rappresenta il primo esercizio completo del Gruppo nel nuovo perimetro industriale e finanziario, caratterizzato da una struttura semplificata, minore intensità di capitale e forte focalizzazione sulla generazione sostenibile di cassa. Per il quarto anno consecutivo, TIM ha raggiunto tutti gli obiettivi annunciati al mercato.

I ricavi totali di Gruppo ammontano a 13,7 miliardi di euro, in crescita del 2,7% anno su anno. Nel mercato domestico i ricavi salgono dell’1,9% a 9,5 miliardi di euro, mentre in Brasile crescono del 4,6% a 4,2 miliardi di euro. I ricavi da servizi si attestano a 12,9 miliardi di euro, in aumento del 3,5% rispetto al 2024.

L’EBITDA di Gruppo cresce del 6,4% a 4,4 miliardi di euro, mentre l’EBITDA After Lease sale a 3,7 miliardi di euro, pari al 26,9% dei ricavi, in aumento del 6,5% anno su anno. Nel domestico l’EBITDA After Lease si attesta a 2,0 miliardi di euro (+5,1%), in Brasile a 1,7 miliardi di euro (+8,5%), con una crescita tendenziale che prosegue da 11 trimestri consecutivi.

La forte generazione di cassa, con un Equity Free Cash Flow After Lease superiore a 0,7 miliardi di euro nel solo quarto trimestre, ha consentito di ridurre l’indebitamento finanziario netto rettificato After Lease al di sotto di 6,9 miliardi di euro al 31 dicembre 2025, portando la leva finanziaria sotto 1,9x.

Nel segmento TIM Consumer, i ricavi totali si attestano a 6 miliardi di euro (-0,9%), con ricavi da servizi sostanzialmente stabili a 5,5 miliardi di euro (-0,6%). Migliorano i principali KPI, con ARPU fisso in crescita del 5,1% e ARPU mobile in aumento dello 0,4%, anche grazie alle attività di repricing che hanno interessato circa 4,1 milioni di linee fisse e 4,2 milioni di linee mobili. Il churn si mantiene stabile e il saldo netto MNP si conferma neutro.

TIM Enterprise registra ricavi totali pari a 3,5 miliardi di euro (+7,0%) e ricavi da servizi a 3,3 miliardi di euro (+8,6%), con una crescita che segna il quattordicesimo trimestre consecutivo. Il Cloud si conferma la linea di business a maggior crescita (+24% anno su anno), anche grazie al contributo del Polo Strategico Nazionale. Il portafoglio ordini supera i 4 miliardi di euro.

TIM Brasil chiude l’esercizio con ricavi totali pari a 4,2 miliardi di euro (+4,6%) e un EBITDA After Lease di 1,7 miliardi di euro (+8,5%).

Gli investimenti di Gruppo ammontano a 1,9 miliardi di euro, pari al 13,9% dei ricavi. La sentenza della Corte di Cassazione del 19 dicembre 2025 ha confermato la restituzione del canone concessorio 1998, con un risarcimento di circa 1 miliardo di euro, senza effetti sulla posizione finanziaria netta 2025; l’impatto positivo è atteso nel 2026.

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato l’aggiornamento del budget e della guidance 2026, confermando ricavi di Gruppo attesi in crescita tra il 2% e il 3% e un EBITDA After Lease in aumento tra il 5% e il 6%. L’Equity Free Cash Flow After Lease è previsto a circa 1,8 miliardi di euro nel 2026, con una leva inferiore a 1,7x, livello definito “best in class” tra i peers europei.

Nel corso dell’esercizio, TIM intende riconoscere agli azionisti una remunerazione pari a circa il 50% del valore atteso dalla cessione di Sparkle, subordinatamente al closing previsto nel secondo trimestre 2026. Il Consiglio proporrà all’Assemblea del 15 aprile un piano di buyback fino a 400 milioni di euro, per un massimo di 700 milioni di azioni ordinarie (circa il 3,3% del capitale), oltre a un raggruppamento azionario nel rapporto di 1 nuova azione ogni 10 esistenti.

Per il 2026, il Gruppo conferma una politica di remunerazione pari a circa il 70% dell’Equity Free Cash Flow After Lease generato, al netto degli elementi straordinari.

L’Amministratore Delegato Pietro Labriola ha dichiarato: “Il 2025 conferma il completamento della trasformazione avviata nel 2022. TIM presenta oggi una struttura finanziaria rafforzata, maggiore redditività e una generazione sostenibile di cassa. Questo ci consente di definire una politica di remunerazione disciplinata e coerente con gli obiettivi di lungo periodo. Inoltre, i risultati del quarto trimestre confermano il percorso di crescita avviato, con un aumento dei ricavi e dei margini in linea con le attese grazie a un buon andamento del business sia sul mercato domestico sia su quello brasiliano”.