Sciopero, Paolo Capone, Leader UGL: "Sia strumento di tutela, non di propaganda politica, priorità a rinnovi contrattuali e piano industriale”

“Il tema degli scioperi è complesso e va affrontato distinguendo nel merito le diverse situazioni. Fermo restando il diritto allo sciopero garantito dall'articolo 40 della Costituzione. Una cosa sono gli scioperi "politici" che nulla hanno a che fare con il mondo del lavoro e quelli che sono promossi da piccole sigle in comparti strategici soprattutto dei trasporti e che sfruttano l'effetto annuncio contribuendo a creare una percezione di instabilità diffusa tra gli utenti. Dall'altra parte invece il diritto di utilizzare la sospensione delle attività lavorative per promuovere il confronto, per esempio, nel rinnovo dei contratti collettivi, per la sicurezza sui luoghi di lavoro o per stimolare investimenti. É il caso dello sciopero del comparto aereo, che riguarda l’intero settore ed è stato proclamato dalle principali confederazioni sindacali. In questo caso siamo di fronte a una criticità evidente: il mancato rinnovo di un contratto scaduto da quasi due anni. Si tratta di una questione dirimente, legata anche alla necessità di definire con chiarezza un piano industriale. Sulla compagnia ITA permane ancora un quadro non pienamente definito nei rapporti con l’ex compagnia di bandiera, oggi partner del gruppo tedesco: gli investimenti annunciati non si sono ancora concretizzati e resta da chiarire se l’Italia sarà destinata a diventare un hub subordinato alla Germania oppure se saprà mantenere una propria autonomia strategica, sia nel trasporto delle merci sia in quello dei passeggeri e del turismo. Occorre quindi rinnovare gli impegni contrattuali assunti. In tal caso la mobilitazione rientra pienamente tra gli strumenti di tutela previsti dall’articolo 40 della Costituzione. Gli scioperi a cui abbiamo assistito in questi mesi, invece, sono stati spesso di natura politica e non collegati a reali disagi dei lavoratori o a rivendicazioni per il miglioramento delle condizioni di lavoro. Si è trattato di un’altra partita, che nulla ha a che vedere con la fisiologica e naturale dialettica sindacale”. Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, intervenendo a Tgcom24 sul tema degli scioperi nel mese di febbraio.