Sigarette, al via i nuovi aumenti: per un pacchetto il costo sale fino a 6,80 €, esclusi i prodotti a tabacco riscaldato

Gli aumenti sono legati alle misure previste dalla legge di bilancio e, secondo le stime, dovrebbero garantire circa 900 milioni di euro in più all’Erario nel solo 2026, a fronte di un gettito annuo complessivo che si aggira intorno ai 15 miliardi di euro

Nuovo aumento per le sigarette. Dopo i rincari scattati a metà gennaio, che avevano coinvolto i marchi più popolari, ora tocca anche a diversi prodotti del gruppo Japan Tobacco International (JTI), incluse le Camel. La versione light nel pacchetto rigido sale da 6 euro a 6,30 euro, mentre quella nel pacchetto morbido si attesta a 5,80 euro.

Nell’elenco diffuso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli figurano anche Winston (5,80 euro), American Spirit (6,80 euro), Glamour (6,50 euro) e Benson&Hedges (5,50 euro). Ritocchi al rialzo interessano anche sigari e tabacchi trinciati: ad esempio i Din Tomas Classico Robusto Humi-pack salgono a 5,20 euro, mentre i Rolls Red arrivano a 5,40 euro.

Sigarette, al via i nuovi aumenti: per un pacchetto il costo sale fino a 6,80 €, esclusi i prodotti a tabacco riscaldato

Gli aumenti sono legati alle misure previste dalla legge di bilancio e, secondo le stime, dovrebbero garantire circa 900 milioni di euro in più all’Erario nel solo 2026, a fronte di un gettito annuo complessivo che si aggira intorno ai 15 miliardi di euro. Per il momento restano esclusi i prodotti a tabacco riscaldato come Terea, segmento su cui le multinazionali del settore stanno concentrando importanti investimenti.

Il confronto sul tema, però, è tutt’altro che concluso. Da tempo l’associazione degli oncologi propone incrementi molto più consistenti, fino a 5 euro in più a pacchetto, per compensare i costi sanitari legati al consumo di tabacco.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima), Alessandro Miani: "Se si ragiona nell'ottica di aumentare le tasse su beni dannosi per la salute, bisognerebbe valutare un approccio più completo, che prenda in considerazione una vasta gamma di prodotti potenzialmente nocivi. In molti altri Paesi, infatti, l'idea della 'sin tax' (tassa sui vizi) è stata applicata con successo su diversi prodotti, dai superalcolici alle bevande zuccherate. Questo non solo ha contribuito a ridurre il consumo di tali prodotti, ma ha anche portato a un incremento delle entrate pubbliche, destinate a coprire i costi sanitari associati".