Lavoro Usa meglio del previsto a gennaio, disoccupazione al 4,3% (dal 4% di gennaio 2025), 130mila posti di lavoro in più

Dati sorprendenti per il mercato del lavoro statunitense a gennaio 2026 dopo una fine difficile del 2025: aumentano salari e posti di lavoro, cala la disoccupazione.

I dati sull’occupazione di gennaio degli Stati Uniti, attesi dai mercati europei in chiusura e da quelli americani in apertura, sono stati più positivi del previsto. La disoccupazione è scesa al 4,3%, con 130mila nuovi posti di lavoro creati e un aumento della retribuzione oraria media. Gli analisti si aspettavano un mese positivo, ma non numeri così significativi.

Lavoro Usa meglio del previsto a gennaio, disoccupazione al 4,3%

Forti sorprese nei dati sul lavoro degli USA. Dopo che le anticipazioni sui licenziamenti avevano fatto temere un’altra ondata di cifre negative, al punto da far crollare i mercati la scorsa settimana, i dati di gennaio si sono rivelati molto più positivi del previsto.

Quello centrale è il tasso di disoccupazione, in calo al 4,3% dal 4,4%. Si tratta di numeri ancora lontani dalla fine del mandato Biden, quando il tasso era al 4%, ma comunque inferiori a quelli stimati dagli analisti, che si aspettavano una situazione congiunturale stagnante.

I posti di lavoro nei settori non agricoli creati in un mese sono stati 130mila, dopo i soli 48mila di dicembre ma soprattutto quasi il doppio dei 66mila preventivati. Particolarmente attivo il settore privato, con 172mila nuovi posti di lavoro contro i 64mila di dicembre. Bene anche il manifatturiero, che riesce a smentire previsioni negative (-5mila posti di lavoro) e a trasformarle in un leggero aumento, +5mila posti, che però non compensano completamente il calo di dicembre, quando erano stati persi 8mila posti di lavoro.

In miglioramento anche le retribuzioni orarie, arrivate a 37,17 dollari lordi l’ora, in aumento del 3,7% su base annua e dello 0,4% su base mensile. Si tratta di un dato che potrebbe spingere la Fed ad abbassare i tassi, visto che gli aumenti dei salari stanno reggendo il passo dell’inflazione, che a gennaio è arrivata al 2,8% a livello nazionale negli Stati Uniti.