TIM, via libera a conversione rnc, esborso finanziario da €700 mln; a Poste Italiane €12,7 mln cash, a Davide Leone €88 mln

Norges Bank otterrà €37 milioni cash, seguita dai fondi Vanguard e Syqant Capital con €30 milioni ciascuno; anche Verition Fund riceverà €25 milioni, chiudendo un'operazione che vede coinvolti i principali investitori istituzionali del mercato

Tim ha avviato la fase operativa per trasformare i titoli di risparmio in azioni ordinarie, un passaggio che costerà oltre 700 milioni di euro includendo il saldo dei dividendi arretrati.Poste Italiane otterrà un conguaglio cash di 12,7 milioni di euro, mentre il fondatore di Dl&Partners, Davide Leone, incasserà circa 88 milioni di euro in contanti e arriverà a detenere il 3% delle azioni ordinarie del Gruppo.

Il nuovo assetto azionario di Tim

Il gruppo guidato da Pietro Labriola si appresta a vivere una fase di trasformazione societaria grazie al via libera ottenuto dall’assemblea dei soci per la trasformazione dei titoli di risparmio (rnc) in azioni ordinarie. L'iniziativa, che entrerà nel vivo nelle prossime settimane, offre agli azionisti un bivio strategico: aderire alla conversione volontaria o attendere il passaggio obbligatorio. Chi sceglierà la prima opzione riceverà, per ogni titolo consegnato, un'azione ordinaria accompagnata da un conguaglio monetario di 0,12 euro. Al contrario, la conversione automatica prevederà un premio sensibilmente inferiore, pari a soli 0,04 euro.

I costi e il nodo dei dividendi

L'intera operazione comporterà per Tim un esborso finanziario stimato in oltre 700 milioni di euro. È importante sottolineare, tuttavia, che questa cifra non rappresenta interamente un costo extra: una quota rilevante di tale importo era già destinata al saldo degli arretrati relativi ai dividendi privilegiati spettanti ai possessori delle azioni di risparmio. Il mercato ha reagito positivamente all'annuncio: dal momento della proposta, i titoli ordinari hanno segnato un incremento del 15%, mentre le risparmio sono cresciute del 19%, toccando valori che non si registravano dal 2018.

Davide Leone, fondatore della Dl&Partners

Tra i grandi protagonisti di questa operazione, Davide Leone, fondatore della Dl&Partners. Il finanziere londinese, che a fine 2024 aveva consolidato una partecipazione vicina al 12% delle azioni di risparmio (partendo da un investimento iniziale di circa 170 milioni), si appresta ora a incassare i frutti della sua strategia. Attraverso l’adesione volontaria, Leone dovrebbe ottenere un conguaglio cash di circa 88 milioni di euro e un portafoglio di 736 milioni di azioni ordinarie. Quest'ultimo pacchetto, che ai valori attuali di borsa sfiora i 430 milioni di euro, gli garantirà una quota di circa il 3% nel capitale della nuova Tim post-conversione.

I beneficiari

La lista dei grandi beneficiari prosegue con altri investitori istituzionali. Al secondo posto troviamo Norges Bank che, grazie a 310 milioni di titoli rnc, riceverà 37 milioni di euro in contanti e azioni per un valore di 180 milioni. Segue il gruppo Vanguard, i cui 253 milioni di azioni di risparmio si trasformeranno in 30 milioni di liquidità e circa 148 milioni in titoli ordinari. La "top 5" si chiude con l’asset manager francese Syqant Capital (30 milioni cash e 145 milioni in azioni) e l’hedge fund americano Verition Fund Management, che incasserà un conguaglio di 25 milioni oltre a un pacchetto azionario valutato 123 milioni.

Il ruolo di Poste e degli altri soci

Anche Poste Italiane, già principale azionista con oltre il 27% delle ordinarie, partecipa all'operazione con i suoi 106 milioni di titoli di risparmio. Per il gruppo guidato da Matteo Del Fante, la conversione genererà un'entrata immediata di 12,7 milioni di euro e un incremento della partecipazione ordinaria (pari a circa lo 0,5% del capitale totale), mossa utile a limitare l'effetto di diluizione. Il resto dell'elenco dei soci pronti all'incasso — con valori compresi tra i 20 e i 50 milioni di euro — include nomi del panorama bancario e assicurativo, tra cui Crédit Industriel et Commercial, Royal Bank of Canada, Axa, Azimut, Banca Mediolanum, Generali e Mediobanca.