L’euro supera 1,20 USD, +2,2% sul paniere commerciale, Martin Wolburg di Generali Investments avverte su inflazione e tassi BCE
Secondo Wolburg, un euro più forte dell’1% riduce l’inflazione di 0,04 punti in un anno; tassi BCE potrebbero scendere sotto il 2% se la valuta resta alta
L’euro torna a correre e riaccende l’attenzione della BCE. Dopo aver superato temporaneamente quota 1,20 dollari a gennaio, la moneta unica si rafforza anche sul paniere ponderato per il commercio, segnando un +2,2% rispetto alla media dell’anno scorso. Un movimento che, seppur ancora gestibile secondo gli studi della Banca centrale europea, comincia a farsi sentire nelle decisioni di politica monetaria, mentre mercati e imprese osservano con apprensione l’impatto sui tassi e sull’inflazione.
Ecco il commento di Martin Wolburg, Senior Economist di Generali Investments.
Il temporaneo rialzo dell’euro sopra 1,20 USD/EUR a gennaio ha riacceso le speculazioni su una possibile risposta della BCE. Anche l’euro ponderato per il commercio si è rafforzato e ora si colloca circa al 2,2% sopra la media dell’anno scorso, rispetto all’1,6% previsto dalle ultime ipotesi dello staff della BCE. Uno studio della BCE indica che un apprezzamento dell’euro dell’1% riduce l’inflazione complessiva di circa 0,04 punti percentuali entro un anno, suggerendo che il Consiglio direttivo (GC) può per il momento in gran parte ignorare questo effetto.
Tuttavia, la forza dell’euro si inserisce in un contesto globale difficile, caratterizzato da dazi statunitensi e da una forte competizione con la Cina. Resta inoltre il rischio di un ulteriore e più marcato rafforzamento dell’euro, ad esempio se la fiducia negli Stati Uniti dovesse indebolirsi. Sebbene la BCE ripeta che il tasso di cambio non è un obiettivo di politica monetaria, esso incide sulle prospettive d’inflazione. Le recenti dichiarazioni del governatore Villeroy de Galhau, secondo cui un ‘Euro forte’ influenzerà le future decisioni di politica monetaria, indicano che il tasso di cambio sta diventando un fattore più rilevante nella strategia decisionale. In generale, i commenti più recenti dei membri del GC sono stati accomodanti, evidenziando anche l’incertezza e i dazi come rischi.
Nella riunione del 5 febbraio prevediamo che la presidente Lagarde manterrà un approccio prudente e dipendente dai dati, pur suggerendo che un apprezzamento persistente dell’euro potrebbe rendere necessari tassi di interesse inferiori al livello del 2%, attualmente considerato un “punto di equilibrio”.