Taxisti scansatevi: i Robotaxi trasporteranno la gente a Seoul. L’AI sconvolgerà anche i trasporti con la devastazione di vite e lavori
Robotaxi oggi, umani domani: il postumanismo sta travolgendo il mondo. Come crescerà la disoccupazione anche nel settore trasporti. La felicità nella schiavitù non è mai stata tanto promettente
Entro fine anno i robotaxi senza conducente opereranno sulle strade di Seoul, capitale da 10 milioni di abitanti della Corea del Sud. Alla conferenza AI Seoul il sindaco Oh Se-hoon ha detto che la città sarà il banco di prova globale per l’IA nell’ambiente reale: “Seoul è ora completamente pronta per iniziare un viaggio per diventare l’hub globale e il punto di riferimento per l’IA fisica”. Lo scopo è migliorare la vita dei cittadini. Ma è cosi? Questa filosofia prende il nome di Postumanismo che è appunto l’epoca in cui viviamo.
Il Postumanismo diventa una giustificazione ideologica della delega totale alle macchine, prima con piccole funzioni per ridurre i costi e aumentare l’efficienza, certo, poi con il resto. Forse sarà solo una questione di tempo, per arrivare a vivere in un mondo stile film Terminator di James Cameron. Decisioni, organizzazione sociale, produzione, mobilità, perfino cura e sicurezza saranno affidate a sistemi automatici. L’essere umano è una variabile inefficiente, da ottimizzare o aggirare. Le macchine però non sono neutre. C’è dietro solo l’ideologia di chi le produce e le governa a raccontare il contrario. La macchine incorporano obiettivi, tempi e priorità decise da chi le progetta e finanzia. Quando si decide di affidarsi alle macchine, in realtà si sta affidando il potere a pochi soggetti umani invisibili, schermati dall’algoritmo.
Seoul non è la prima città. Nel mondo, già Phoenix e San Francisco negli Stati Uniti e Pechino e Guangzhou in Cina hanno dato vita a sperimentazioni simili. In più i proprietari delle società che gestiscono le intelligenze artificiali promettono un miglioramento della vita delle persone e la creazione di nuovi lavori. In realtà, spesso, stanno radendo al suolo quelli vecchi, soprattutto nei settori a digitalizzazione basic, arricchendo pochi. Con i trasporti si entra ora in un nodo strategico della vita reale.
Secondo una recente ricerca di Randstad, anche solo nel trasporto italiano si stima lavorino 1,16 milioni di persone tra magazzinaggio, servizi logistici e trasporto terrestre. Non tutto può essere assorbito, certo, ma la dinamica resta aperta a una possibile riconversione importante. Secondo l’agenzia Bloomberg, le aziende che utilizzano l’intelligenza artificiale da oltre un anno hanno già licenziato quasi il 10% dei lavoratori. I lavoratori espulsi non vengono riassorbiti dai produttori di IA.
Il governo metropolitano di Seoul prevede di iniziare una vera e propria espansione dei Robotaxi nel 2028. Ci vorranno ancora anni perché il nostro modello di sviluppo cambi in questa direzione ma basterebbe osservare come gli smartphone hanno mutato la vita per comprendere che non è fantascienza e nessun settore è immune, neanche quelli più complessi. La massa è inerte e spaventata e resta una preda perfetta manipolabile.
L’obiettivo dichiarato del sindaco Oh Se-hoon è trasformare Seoul in una “città industriale che cresce attraverso l’IA fisica”, non solo in una città che la ospita. Entro il 2030 il governo cittadino investirà 70 miliardi di won (circa 49 milioni di dollari) e poi 150 miliardi di won per sostenere aziende promettenti del settore. Si interverrà dal controllo avanzato del traffico alla risposta alle catastrofi, dai sistemi di consegna logistica sotterranei alla gestione dell’energia. L’ambizione è fare di Seoul una città logistica ad alta tecnologia, anche attraverso partnership con altri hub globali dell’IA come New York, Parigi e Shanghai.
Per affrontare le carenze assistenziali legate all’invecchiamento della popolazione, la città prevede inoltre di integrare i servizi umani con l’IA fisica: robot per la riabilitazione e l’assistenza alla mobilità, dispositivi indossabili per aumentare la forza, robot antincendio e droni per le ispezioni di sicurezza. La felicità nella schiavitù non è mai stata tanto promettente.