Microsoft, 2° trimestre 2025 oltre le aspettative, ricavi per 81,3 mld $ (+17%), reddito operativo a 38,3 mld $ (+21%), utile a 5,16 dollari per azione
Microsoft, 2° trimestre 2025 oltre le aspettative, ricavi per 81,3 mld $ (+17%), reddito operativo a 38,3 mld $ (+21%), utile a 5,16 dollari per azione
Nella tarda serata del 28 gennaio, a mercati chiusi, Microsoft ha pubblicato i suoi risultati per il trimestre concluso a dicembre. L’azienda ha superato le aspettative ma gli investitori hanno comunque reagito male. Nell’after hours il titolo è crollato di oltre il 6%, probabilmente a causa della crescita più bassa di quanto atteso di Azure.
Microsoft batte le aspettative, 38,5 miliardi di dollari di fatturato nel trimestre
I numeri di Microsoft sono stati più che positivi nel trimestre apertosi a ottobre e chiusosi a dicembre 2025 (che in Italia è il quarto ma per l’azienda americana, che fa iniziare il proprio anno fiscale a luglio, è il secondo). Il reddito operativo ha raggiunto i 38,3 miliardi di dollari, crescendo del 21%. Anche i ricavi sono in netta crescita, del 17%, a 81,3 miliardi.
Lo stesso utile per azione su base GAAP è cresciuto nettamente, del 60%, portandosi a 5,16 dollari, mentre quello non GAAP è arrivato a 4,14 dollari, in aumento del 24%. Nonostante ciò, gli azionisti hanno reagito male. Il valore del titolo in Borsa ha subito perso quasi il 6%, per poi sfiorare il 7% nelle ultime ore di after hours.
La ragione, sospettano gli analisti, sarebbe da cercare in una delle attività in maggiore espansione negli ultimi anni per Microsoft: i servizi cloud. Azure, la divisione che si occupa di questo aspetto, è cresciuta del 39%, mentre l’intero segmento sotto il nome Microsoft Cloud del 26%.
Una crescita imponente che è però spinta in buona parte dagli enormi investimenti in infrastruttura AI che l’azienda sta attuando da mesi. Non sembra che gli investitori siano convinti appieno che i soldi spesi in questo modo possano generare il ritorno sperato. Paure alimentate dal timore che il mercato tecnologico attorno all’AI abbia una valutazione troppo alta e che ci sia il rischio dello scoppio di una bolla.