Mercato automobilistico Cinese, giro d'affari per $1.600 mld (+7,1% annuo); utili totali a $66 mld; margine di guadagno fermo a 4,1%
Nel 2025 le esportazioni sono salite a 6,8 milioni di unità, un milione in più rispetto al 2024; I mercati di riferimento per le auto "made in China" sono stati principalmente la Russia, il Messico e gli Emirati Arabi Uniti
Per il mercato automobilistico Cinese, il 2025 si è concluso con un giro d'affari di circa 1.600 miliardi di dollari, in crescita del 7,1% su base annua. Nonostante l'espansione dei volumi e dei ricavi, la redditività del settore rimane però contenuta: con utili totali che si attestano a 66 miliardi di dollari, il margine di guadagno medio è rimasto fermo al 4,1%
Cina 2025: produzione auto ai vertici, ma i margini sono ai minimi
Il comparto automobilistico cinese ha chiuso il 2025 con numeri da capogiro, consolidando il suo primato globale. Stando ai dati della China Passenger Car Association (Cpca) commentati dal segretario Cui Dongshu, le fabbriche cinesi hanno sfornato ben 34,78 milioni di veicoli, crescendo del 10% in un solo anno. Nonostante questo boom produttivo, le aziende del settore si trovano a fare i conti con una redditività che fatica a decollare, schiacciata tra una concorrenza spietata e costi industriali sempre più alti.
L'economia del settore riflette perfettamente questo paradosso: se da un lato il giro d'affari complessivo è salito a 1.600 miliardi di dollari (+7,1% annuo), dall'altro le spese di produzione sono corse ancora più veloci (+7,5%). Questo ha portato gli utili totali a 66 miliardi di dollari, segnando un incremento quasi nullo (+0,6%) rispetto all'anno precedente. Di conseguenza, il margine di guadagno si è fermato al 4,1%, una cifra molto bassa se confrontata con il 5,9% medio registrato dalle altre attività manifatturiere nel Paese.
La classifica dei produttori e il debutto di Xiaomi
A spingere le vendite sono state le aziende locali più grandi. BYD ha dominato la scena con 4,6 milioni di vetture, staccando Geely (3 milioni) e Chery (2,63 milioni). Anche i marchi più giovani ed esclusivamente elettrici hanno mostrato i muscoli: Leapmotor ha sfiorato le 600 mila consegne, seguita da XPeng, Li Auto e Nio. Anche Xiaomi Auto, al suo primo anno pieno sul mercato ha già bruciato le tappe vendendo oltre 400 mila veicoli.
L’export verso nuovi mercati e la crisi di dicembre
Un aiuto fondamentale è arrivato dalle esportazioni, che nel 2025 sono balzate a 6,8 milioni di unità, un milione in più rispetto al 2024. I mercati di riferimento per le auto "made in China" sono stati principalmente la Russia, il Messico e gli Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, l’anno si è concluso con un segnale d'allarme: a dicembre i profitti sono letteralmente crollati del 57,4%, con margini di guadagno ridotti all'1,8% a causa dell'aumento dei costi e di un leggero calo dei ricavi.
Obiettivi diversi: quote di mercato contro dividendi
La scarsa attenzione dei produttori cinesi per la redditività elevata deriva dalla loro particolare struttura societaria. Mentre realtà come BYD e Geely hanno una base privata, molti altre aziende come FAW, Changan, Chery, SAIC e Dongfeng sono controllate dallo Stato e spesso non sono quotati. Per il governo cinese, l'obiettivo primario non è il dividendo, ma l'espansione delle quote di mercato e l'incremento delle vendite. Questo approccio è opposto a quello di gruppi come Volkswagen o Stellantis, che devono rispondere a azionisti privati (come le famiglie Porsche-Piëch, Agnelli-Elkann o Peugeot) e al mercato azionario, puntando alla massima redditività possibile per distribuire utili e soddisfare gli investitori.