Moncler, Bartolomeo Rongone nominato nuovo Ceo dal 1 aprile 2026; l'ex Ad, Ruffini, rimane primo socio con oltre 18% di quote

Roberto Eggs, storico CBO, lascia l’incarico operativo pur restando nel CdA; la nuova struttura consente a Ruffini di guidare la direzione creativa e strategia di Moncler, mentre Rongone assume la gestione operativa

Bartolomeo Rongone è stato nominato nuovo Amministratore Delegato del Gruppo Moncler, carica che potrà esercitarea partire dal 1 aprile 2026. L'ex Ceo, Remo Ruffini, rimane primo socio del gruppo con oltre il 18% di quote di partecipazione detenute tramite la holding Double R.

Il nuovo vertice del Gruppo

La guida operativa del gruppo Moncler passa ufficialmente a Bartolomeo Rongone, manager con un solido passato alla direzione di Bottega Veneta. La sua nomina a nuovo CEO, a partire dal 1 aprile 2026, rappresenta un momento di discontinuità gestionale per la società, ma si inserisce in un quadro di riorganizzazione interna molto più ampio. Rongone non eredita solo le responsabilità esecutive, ma dovrà anche colmare il vuoto lasciato da Roberto Eggs, storico Chief Business Officer e figura stimata dagli investitori per il suo impatto sulla crescita globale del brand.

Il ruolo di Remo Ruffini

Nonostante il passaggio del testimone come CEO, Remo Ruffini resta un perno per il gruppo. L'imprenditore, che ha trasformato un'azienda in crisi in un marchio del lusso presente in 70 mercati, mantiene infatti la presidenza esecutiva e il controllo della direzione creativa. La permanenza di Ruffini è una garanzia di continuità per gli azionisti, considerando che tramite la holding Double R rimane il primo socio con oltre il 18% delle quote.

Evoluzione della governance e nuovi equilibri

Il mercato interpreta questo cambio al vertice non come un disimpegno, quanto come una necessaria evoluzione della leadership. La nuova struttura consente a Ruffini di presidiare l'identità creativa e strategica di Moncler, lasciando a Rongone il compito di gestire la complessa macchina operativa. Gli analisti sottolineano che Eggs, pur lasciando l'incarico operativo, resterà nel consiglio di amministrazione, una mossa studiata per proteggere il know-how aziendale e rassicurare i mercati sulla stabilità della squadra di comando.

Prospettive internazionali e il legame con Lvmh

Il riassetto dei vertici sembra guardare verso la Francia e il gruppo Lvmh. La famiglia Arnault è già presente nel capitale di Double R con una quota del 22% e i patti parasociali in vigore suggeriscono un legame sempre più stretto tra le due realtà. Molti osservatori ritengono che la nuova governance sia stata definita in pieno accordo con il socio francese, preparando il terreno per un'integrazione futura. In questo scenario, l'opzione di acquisto da parte di Lvmh appare come uno sbocco naturale, rendendo la nomina di Rongone un tassello fondamentale in una strategia di lungo periodo.