Oro record storico a 5mila$/oz (+62% in 1 anno) dopo tensioni Usa-Ue e incertezza sul $, su argento (106$/oz, +212%) e platino (2.800$/oz, +166%)
Tensioni internazionali e incertezza sul futuro del dollaro stanno spingendo i metalli preziosi, in particolare l’oro, a nuovi record.
Continua la corsa dell’oro, che in apertura il 26 gennaio sui mercati internazionali ha superato la soglia dei 5 mila dollari l’oncia. Un risultato mai visto e spesso considerato impensabile per il prossimo futuro, ma che si è reso possibile a causa di alcune circostanze economiche e politiche.
Alla base dell’aumento del valore dell’oro, che dura da anni, c’è l’inflazione, che tuttora negli Stati Uniti non è tornata sotto controllo. Scaturito dalla ripresa economica seguita alla fine dei lockdown, l’aumento dei prezzi ha portato sempre più investitori a spostare il proprio denaro sull’oro, anche facilitati da nuovi mezzi di investimento, come gli ETF.
Su questa premessa si è instaurata una crescente tensione internazionale, prima con le varie controversie commerciali iniziate dagli Stati Uniti e poi, proprio all’inizio del 2026, con le operazioni militari, effettivamente eseguite o solo minacciate, sempre da parte di Washington.
È stata proprio la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro a dare il via al rally dell’oro, che dall’inizio dell’anno ha guadagnato il 12%. Sono seguite le minacce di un attacco in Iran e di invasione della Groenlandia, prospettiva quest’ultima che ha anche fatto riemergere tensioni commerciali con l’Ue.
Nell’ultimo periodo, invece, a preoccupare è soprattutto la politica interna degli USA. Il governo federale sta rischiando un nuovo shutdown, perché i Democratici potrebbero bloccare in Senato il nuovo bilancio che garantisce 10 miliardi di dollari aggiuntivi alle agenzie federali per l’emigrazione, come l’ICE o la Border Patrol, che si sono rese responsabili di due omicidi in Minnesota nell’ultimo mese.
Infine preoccupa anche il termine del mandato di Jerome Powell a capo della Fed. Se il suo sostituto dovesse essere troppo accondiscendente alle pressioni di Trump, la credibilità del dollaro verrebbe messa a rischio.
Scenari preoccupanti quindi, che fanno fuggire gli investitori non solo verso l’oro, ma anche verso altri metalli, come l’argento, che ha toccato i 106 dollari l’oncia, e il platino, che sfiora i 2.800 dollari l’oncia.