I milionari vogliono venire a vivere a Milano, ma è una capitale globale senza rappresentanza
Flat tax, stabilità e mercato immobiliare attraggono i grandi patrimoni: Milano cresce come hub finanziario, mentre la politica resta ai margini
Milano si conferma una delle città più attrattive al mondo per gli individui ad alto patrimonio. I numeri lo dimostrano: un nuovo milionario sceglie il capoluogo lombardo come residenza ogni dodici giorni. Un dato che colloca Milano davanti a capitali storiche come Londra e Parigi, almeno in termini di crescita relativa dei residenti ultra-ricchi.
La spinta principale è fiscale. L’introduzione della flat tax per i nuovi residenti ha reso l’Italia, e Milano in particolare, una destinazione competitiva per capitali in fuga da sistemi più onerosi o instabili. A questo si aggiungono un mercato immobiliare solido, una rete di servizi finanziari avanzati e un contesto urbano percepito come sicuro e prevedibile.
Milano beneficia così di una concentrazione di ricchezza senza precedenti, che si riflette soprattutto nel settore immobiliare, nei servizi di lusso e nelle attività di consulenza patrimoniale. Tuttavia, questa crescita avviene in modo selettivo e poco visibile, lontano dal dibattito pubblico e senza una reale traduzione politica.
Il punto critico non è l’arrivo dei grandi patrimoni in sé, ma l’assenza di una strategia istituzionale che sappia governarne gli effetti. L’aumento dei valori immobiliari, la trasformazione di interi quartieri e la progressiva espulsione della classe media non sono il frutto di scelte esplicite, ma di una dinamica lasciata operare senza indirizzo.
Milano diventa così una città funzionale al capitale globale, ma sempre meno rappresentativa del Paese in cui si colloca. Cresce come piattaforma economica, ma fatica a produrre una visione politica all’altezza del ruolo che ormai svolge. Il rischio è quello di una metropoli efficiente e prospera, ma scollegata dal proprio contesto sociale e nazionale.
In questo scenario, il silenzio della politica pesa quanto i numeri. Milano attira ricchezza, ma non la governa. E senza una riflessione seria sul modello di sviluppo che si sta affermando, il successo rischia di restare un dato statistico, non un progetto.