MPS, lanciato bond a 4 anni, con domanda complessiva superiore a €2 miliardi e rating atteso di Aa2 e AA+
Non è l'unica realtà ad aver accelerato sul fronte obbligazionario in questo avvio 2026; gruppi Italiani tra cui Enel, Eni, Snam, Unicredit e Generali, hanno scelto di approfittare delle attuali condizioni di finanziamento vantaggiose
Banca Mps ha lanciato una nuova emissione obbligazionaria a 4 anni, con scadenza il 22 gennaio 2030, il quale ha raggiunto una domanda complessiva superiore a 2 miliardi di euro. Il rating atteso è di Aa2 da Moody’s e AA+ da Fitch.
Il collocamento, rivolto esclusivamente a investitori istituzionali, riguarda un titolo di importo benchmark con una durata quadriennale. L'operazione si inserisce in una strategia volta a consolidare la posizione finanziaria dell'istituto senese in un contesto di mercato particolarmente ricettivo per le emissioni bancarie.
Dettagli tecnici e successo dell'emissione
L'accoglienza da parte del mercato è stata solida, con una domanda complessiva che ha superato i 2 miliardi di euro, includendo una partecipazione di 80 milioni proveniente dai lead manager. L'obbligazione, che scadrà il 22 gennaio 2030, gode di valutazioni di alto profilo con un rating atteso di Aa2 da parte di Moody’s e AA+ da Fitch. Le indicazioni iniziali sul rendimento si attestano a un premio di 37 punti base rispetto al tasso midswap, con la definizione finale del prezzo prevista entro la chiusura della giornata operativa.
Mps e Banco Bpm aggiornano statuti e liste dei cda nel 2026 sotto la supervisione della BCE per coordinare governance e processi decisionali
Il consorzio di collocamento e le precedenti operazioni
L'operazione è stata gestita da un pool di banche internazionali e nazionali: Mediobanca ha ricoperto il ruolo di global coordinator, affiancata come joint bookrunner da Commerzbank, Crédit Agricole Cib, Santander, Ubs, Unicredit e dalla stessa Mps. Questa emissione segue il successo dell'ultimo bond lanciato a novembre 2025, un'obbligazione green da 500 milioni con scadenza nel 2032. Anche in quell'occasione l'interesse degli investitori era stato massiccio, con ordini quattro volte superiori all'offerta.
Un inizio d'anno dinamico per le grandi aziende italiane
Mps non è l'unica realtà ad aver accelerato sul fronte obbligazionario in questo avvio di 2026. Un numero elevato di grandi gruppi italiani, tra cui spiccano nomi come Enel, Eni, Snam, Unicredit e Generali, ha scelto di approfittare delle attuali condizioni di finanziamento vantaggiose. L'obiettivo comune di queste big cap è ottimizzare la struttura del debito, estendere le scadenze medie delle passività e minimizzare i potenziali rischi legati ai futuri rifinanziamenti.