Banca Progetto verso vendita €1,5 miliardi di npl; Fitd e banche italiane pronti a definire accordo entro fine febbraio 2026

Il piano di salvataggio prevede cessione €1,5 miliardi di crediti deteriorati, ricapitalizzazione da Fitd e trasferimento della partecipazione a cinque grandi banche italiane, con perdita stimata tra €250-350 milioni

Banca Progetto è in amministrazione straordinaria sotto il controllo di Banca d’Italia dal marzo 2025. Il piano di risanamento prevede la cessione di 1,5 miliardi di euro di crediti deteriorati (npl) e una ricapitalizzazione finalizzata a riportare i requisiti patrimoniali ai livelli regolamentari. L’obiettivo delle operazioni è ristabilire l’equilibrio patrimoniale e consentire la successiva cessione dell’istituto a una compagine di banche italiane.

Secondo quanto risulta a Milano Finanza, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) e il pool di banche coinvolte sarebbero prossimi a un’intesa con Amco, servicer controllato dal Tesoro, sulla vendita degli npl, passo considerato centrale nel piano di salvataggio.

Passaggi previsti nel piano di salvataggio

Il piano di salvataggio, definito con un term sheet vincolante tra Fitd, le cinque principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM, BPER e MPS) e Banca Progetto, prevede tre fasi principali:

  1. La cessione degli npl per circa 1,5 miliardi di euro.

  2. La ricapitalizzazione dell’istituto da parte del Fitd per supportare il risanamento.

  3. La successiva cessione della partecipazione in Banca Progetto a una newco partecipata dagli istituti coinvolti, con Fitd che manterrebbe una quota non superiore al 9,9%.

Valutazione degli npl e trattative

Le offerte presentate per l’acquisto degli npl valutano i crediti tra il 65% e il 70% del valore nominale, corrispondenti a circa 1 miliardo di euro. Questo livello di valutazione implica un maggiore fabbisogno patrimoniale dell’istituto rispetto alle stime originali. Il pool di banche ha richiesto una revisione delle condizioni per una più equa ripartizione del rischio con Amco, l’operatore servicer controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Una due diligence sulle garanzie sta proseguendo per definire definitivamente il prezzo corretto del portafoglio in vendita. Secondo fonti vicine alle trattative, è stata raggiunta una “quadra di massima” sugli aspetti strutturali dell’accordo, con dettagli tecnici ancora da definire.

Tempistiche e impatti sul piano

La chiusura dell’intero piano di salvataggio, inclusiva della vendita degli npl e delle successive operazioni di ricapitalizzazione, è ora prevista per la fine di febbraio 2026, con un posticipo di un paio di mesi rispetto alla tabella di marcia iniziale.

Una volta completata la cessione degli npl, sarà possibile quantificare con maggiore precisione il costo complessivo dell’operazione, che potrebbe superare la stima iniziale di 400 milioni di euro e avvicinarsi a 1 miliardo di euro complessivi, includendo le rettifiche di capitale e i costi associati alla trasformazione del bilancio.

Ruolo di Fitd e delle banche italiane

Nel piano di risanamento, il Fitd interviene in via preventiva ai sensi del proprio statuto per fornire il capitale necessario al riequilibrio patrimoniale della banca. Successivamente, la quota azionaria sottoscritta dal Fitd sarà trasferita a una società partecipata dagli istituti coinvolti, con Fitd che manterrà fino al 9,9% della proprietà nell’istituto.

Situazione degli attivi e contesto

Secondo comunicati ufficiali di Banca Progetto, il commissariamento è in corso e l’accordo sul risanamento include sia la pulizia del portafoglio attraverso la vendita degli npl sia la ricapitalizzazione dell’istituto, secondo quanto comunicato anche da fonti istituzionali e dalla stessa banca