USA, deficit commerciale a ottobre crolla ai minimi storici dal 2009 a 29,4 miliardi, import -3,2% e export +2,6%, la causa sono i dazi
Il deficit commerciale USA di ottobre si riduce a 29,4 miliardi, con le importazioni in calo del 3,2% a 331,4 miliardi e le esportazioni in aumento del 2,6% a 302 miliardi, dimezzando le stime degli analisti e segnando il minimo dal 2009
Il deficit commerciale degli Stati Uniti ha registrato a ottobre 2025 crolla ai minimi, toccando i 29,4 miliardi di dollari. È il livello più basso da giugno 2009. Il dato reale ha quasi dimezzato le stime degli analisti, che prevedevano un disavanzo di 58,1 miliardi, e scende nettamente rispetto ai 48,1 miliardi di settembre (dato rivisto).
Questo risultato sorprendente conferma l’impatto delle politiche protezionistiche e dei dazi introdotti dall’amministrazione Trump, che stanno modificando rapidamente i flussi commerciali e la struttura stessa delle importazioni e delle esportazioni americane.
Flussi commerciali in movimento: meno import, più export
Il miglioramento del saldo commerciale deriva da un effetto combinato: le importazioni calano e le esportazioni crescono.
Importazioni: Scendono del 3,2% a 331,4 miliardi di dollari, il livello più basso da 21 mesi. Tra i principali cali figurano preparati farmaceutici, oro non monetario e mezzi di trasporto. Resta stabile invece la domanda di apparecchiature per telecomunicazioni e accessori informatici.
Esportazioni: Aumentano del 2,6%, raggiungendo un record storico di 302 miliardi di dollari. Il balzo è guidato da oro non monetario e altri metalli preziosi, mentre beni farmaceutici e servizi governativi mostrano un rallentamento.
La geografia del deficit
Analizzando i partner commerciali, si nota una drastica riduzione del gap con l’Unione Europea, sceso a 6,3 miliardi di dollari, in calo soprattutto per l’Irlanda (da 15,1 a 5,3 miliardi). L’Italia mantiene un piccolo surplus (500 milioni), mentre Francia e Germania registrano rispettivamente 1,3 e 5,1 miliardi di deficit verso gli USA. Al contrario, gli Stati Uniti risultano in surplus verso Paesi Bassi e Belgio.
Impatto e sostenibilità della strategia
Questi dati segnalano un riaggiustamento necessario dell’economia americana, volto a ridurre deficit cronici e rafforzare la domanda interna. Seppur doloroso per i partner commerciali storici come Cina e Germania, il riequilibrio favorisce la produzione nazionale e diminuisce la dipendenza dall’estero.
Gli esperti sottolineano come la volatilità dell’oro e del farmaceutico possa essere temporanea, ma la tendenza generale è chiara: meno import, più export, e conti pubblici più solidi.
In sintesi, l’effetto dazi e le politiche protezionistiche stanno generando un cambiamento reale nei flussi globali, rendendo gli Stati Uniti meno vulnerabili ai deficit storici e più competitivi sul fronte interno.