Agcom, multata Cloudflare per oltre 14 milioni di euro, pari all’1% del fatturato globale, per mancato rispetto degli ordini antipirateria

Sanzione notificata l’8 gennaio 2026 dopo il mancato blocco di contenuti segnalati, la decisione chiude il procedimento avviato nel 2025 sulla base della legge antipirateria

Una sanzione superiore ai 14 milioni di euro, pari all’1% del fatturato globale, è stata inflitta dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) a Cloudflare, società statunitense specializzata nei servizi di rete e sicurezza online. Il provvedimento, notificato l’8 gennaio 2026, rappresenta uno degli interventi più rilevanti finora adottati in Italia in materia di tutela del diritto d’autore online.

Il nodo della mancata collaborazione

Alla base della decisione dell’Autorità vi è quella che Agcom definisce una prolungata e reiterata inottemperanza da parte di Cloudflare. Secondo la ricostruzione ufficiale, l’azienda non avrebbe dato seguito a un ordine specifico emanato con la delibera n. 49/25/CONS del 18 febbraio 2025, finalizzato a contrastare la diffusione di contenuti pirata attraverso i suoi servizi tecnologici.

Non si trattava, chiarisce l’Autorità, di un generico invito alla cooperazione, bensì di una richiesta puntuale di adottare misure tecnologiche e organizzative per impedire agli utenti finali l’accesso a contenuti diffusi illecitamente.

Il ruolo della legge antipirateria e di Piracy Shield

Il procedimento sanzionatorio si inserisce nel quadro della legge antipirateria 93/2023, che attribuisce ad Agcom poteri rafforzati per intervenire contro la distribuzione abusiva di opere protette. In particolare, la normativa prevede l’utilizzo della piattaforma “Piracy Shield”, attraverso la quale i titolari dei diritti segnalano in tempo reale le violazioni.

Secondo Agcom, Cloudflare non avrebbe ottemperato agli obblighi derivanti da questo sistema, continuando a consentire – anche dopo la notifica formale dell’ordine – l’uso dei propri servizi per la diffusione di contenuti illegali.

Una decisione non unanime

La sanzione è stata adottata con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, elemento che evidenzia come il caso abbia suscitato un confronto interno all’Autorità. Ciò non ha però impedito l’approvazione del provvedimento, sostenuto dalla maggioranza del Consiglio guidato dal presidente Giacomo Lasorella.

Un precedente di peso per il mercato digitale

Al di là dell’importo, il valore simbolico e regolatorio della decisione è significativo. Agcom sottolinea che una quota molto ampia dei siti colpiti dai blocchi antipirateria utilizza i servizi di Cloudflare. Questo rende il caso emblematico per l’intero ecosistema digitale, ponendo l’accento sulla responsabilità degli intermediari tecnologici nella lotta alla pirateria.

La sanzione segna così un passaggio chiave nella strategia italiana di enforcement del diritto d’autore online, con potenziali ricadute anche sui rapporti tra autorità nazionali e grandi operatori globali del web.