Ricchezza finanziaria delle famiglie italiane a 6.150 miliardi nel 2025, portafogli più orientati a titoli e fondi. Secondo il Centro Studi Unimpresa, la crescita annua è del 4,5% grazie alla ricomposizione degli investimenti: cala il peso dei depositi, aumentano azioni, fondi e strumenti di medio-lungo periodo, in un contesto di stabilità politica e fiducia economica.
Nel 2025 la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane ha raggiunto i 6.148,2 miliardi di euro, con un incremento di 266,6 miliardi rispetto al 2024, pari a una crescita del 4,5%. È quanto emerge da un report del Centro Studi di Unimpresa, che evidenzia come l’aumento sia avvenuto nonostante uno scenario internazionale caratterizzato da incertezze geopolitiche e tensioni cicliche. Alla base della dinamica positiva vi è anche una progressiva riorganizzazione dei portafogli, con una riduzione della liquidità improduttiva e una maggiore esposizione verso strumenti finanziari.
La composizione della ricchezza finanziaria
I conti correnti restano la singola voce più rilevante del risparmio delle famiglie, salendo da 1.112,4 miliardi nel 2024 a 1.140,9 miliardi nel 2025, con un aumento di 28,5 miliardi (+2,6%). Tuttavia, la loro incidenza sul totale della ricchezza finanziaria è scesa dal 18,9% al 18,6%, segnalando una perdita di centralità della liquidità pur in presenza di una crescita in valore assoluto.
In calo risultano invece i depositi, che passano da 444,4 a 432,5 miliardi di euro, con una riduzione di 11,9 miliardi (-2,7%) e una contrazione del peso dal 7,6% al 7,0%. Il dato conferma una tendenza delle famiglie a ridurre le forme di risparmio a più bassa remunerazione.
Più titoli, azioni e fondi
Sul fronte degli investimenti finanziari emerge una netta differenziazione tra strumenti di breve e di medio-lungo termine. I titoli a breve scadenza calano da 36 a 32,3 miliardi (-10,3%), mentre quelli a medio e lungo termine crescono da 454,7 a 472,5 miliardi, con un incremento di 17,8 miliardi (+3,9%), mantenendo una quota stabile del 7,7% sul totale.
La componente più dinamica riguarda azioni e partecipazioni, che aumentano da 1.745,9 a 1.875,5 miliardi, con una crescita di 129,6 miliardi (+7,4%) e un peso che sale dal 29,7% al 30,5%. Anche le quote di fondi comuni registrano un’espansione significativa, passando da 794,2 a 857,7 miliardi (+8%), con un’incidenza che cresce dal 13,5% al 14%.
Assicurazioni e strumenti derivati
Prosegue inoltre l’aumento delle riserve assicurative, che salgono da 1.090,3 a 1.137,9 miliardi (+4,4%), mantenendo una quota stabile al 18,5% e confermando il ruolo strutturale della previdenza e degli strumenti di protezione. In crescita, seppur su valori ancora marginali, anche derivati e stock option, che passano da 9,9 a 11,2 miliardi (+12,4%).
Fiducia e prospettive
Secondo Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, "un aumento di oltre 266 miliardi della ricchezza finanziaria in un solo anno non è un fatto episodico", ma il segnale di una solidità costruita nel tempo. Il report collega questa evoluzione anche a un quadro di stabilità politica che ha rafforzato la fiducia di famiglie e operatori economici. La sfida, secondo Unimpresa, è ora quella di canalizzare una parte crescente di queste risorse verso investimenti produttivi, in particolare a favore delle piccole e medie imprese, per sostenere occupazione e crescita reale.