Manovra, la Lega blocca il maxi emendamento, saltano norme su pensioni e TFR, niente contributo delle assicurazioni da 1,3 mld €
Il maxi emendamento della manovra viene svuotato delle misure su pensioni, TFR e assicurazioni, che fruttavano 1,3 miliardi di euro alle casse dello Stato
Il governo ha fatto retromarcia su una larga parte del maxi emendamento presentato per modificare la manovra finanziaria. Le norme su Tfr, pensioni e assicurazioni sono state stralciate per volontà della Lega, che in particolare sulla previdenza è arrivata a minacciare di abbandonare la maggioranza se non fossero state ritirate le modifiche presentate.
Pensioni, assicurazioni e Tfr, le norme che hanno messo a rischio la maggioranza
Sulle pensioni, il governo (o meglio, come indicato dalla Lega, “un tecnico del Mef troppo zelante”) aveva inserito due norme che avrebbero portato risparmi per le casse dello Stato. La prima aumentava la durata delle cosiddette finestre mobili (il periodo tra la maturazione del diritto alla pensione e l’incasso del primo assegno) da tre a sei mesi. La seconda riduceva il valore degli anni di università riscattati dopo la laurea fino a 30 mesi.
Entrambe le riforme sarebbero partite dal prossimo decennio, fino a culminare nella misura definitiva nel 2035. La Lega però ha immediatamente posto il veto, fino allo stralcio dell’intera norma.
Sarebbe invece partita immediatamente la norma sul Tfr. Il governo voleva imporre l’adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti di nuova assunzione nel privato. Una misura che voleva migliorare la partecipazione ai fondi pensione nel Paese, anche in vista di un futuro in cui, a causa del sistema contributivo, gli assegni previdenziali si ridurranno.
Saltato anche il contributo straordinario chiesto alle assicurazioni. Una tassa ulteriore che avrebbe fruttato 1,3 miliardi di euro alle casse dello Stato. A farne le spese sono stati i fondi per l’industria 4.0. La tassa avrebbe aumentato dal 2,5% al 12,5% l’aliquota per le polizze infortuni del conducente.
Senza queste norme, la maggioranza continua ad approvare emendamenti annunciati nei giorni scorsi, dagli affitti brevi all’agevolazione sull’oro fino alla tassa sui piccoli pacchi.