Ponte sullo Stretto, 780 mln € di fondi in manovra spostati al 2033, Corte dei Conti motiva lo stop: “Decreto incompatibile con regole Ue”

Il governo ha rimandato 780 milioni di euro di fondi dedicati al Ponte sullo Stretto di Messina al 2033, mentre la Corte dei Conti ha diffuso le motivazioni con cui ha bocciato il decreto che stabiliva la convenzione tra Mit e Società Stretto di Messina

L’ultimo emendamento del governo alla manovra ha spostato 780 milioni di euro stanziati per il Ponte sullo Stretto di Messina dal 2025 al 2033, mentre la Corte dei Conti ha diffuso le motivazioni della sentenza con cui ha bocciato il decreto che stabiliva la convenzione tra Mit e Società Ponte sullo Stretto.

Ponte sullo Stretto, fondi rinviati in manovra: 780 milioni nel 2033

Il governo ha presentato un emendamento da 3,5 miliardi di euro con cui modificherà in maniera sostanziale diverse parti della manovra finanziaria. Al suo interno vengono cambiate anche le tabelle degli stanziamenti per i ministeri. Tra questi ci sono anche 780 milioni di euro dedicati al Ponte sullo Stretto di Messina. Nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento si legge:

"Alla luce dell’aggiornamento dell’iter amministrativo e del non perfezionamento degli impegni relativi alle somme iscritte in bilancio nell’anno 2025 in conto residui rinvenienti dall’anno 2024, gli stanziamenti relativi al Ponte sullo Stretto di Messina prevedono un incremento delle risorse nell’anno 2033 tale da lasciare inalterato il valore complessivo delle somme autorizzate”.

Nelle stesse ore in cui l’emendamento veniva depositato presso la Commissione bilancio in Senato, la Corte dei Conti ha comunicato le motivazioni della sentenza con cui aveva bocciato il decreto legge che stabiliva la convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Società Stretto di Messina. I giudici hanno spiegato:

"L’amministrazione non ha fornito una prova certa e rigorosa dell’avvenuto rispetto del contenimento dell’aumento di prezzo entro il limite del 50 per cento del valore del contratto iniziale, richiesto dal citato art. 72 della direttiva 2004/18/CE, richiamato dall’art. 4 del decreto legge 35/2023. La valutazione degli aggiornamenti progettuali in misura pari a euro 787.380.000,00, in quanto frutto di un’attività di mera stima, rende possibile il rischio di ulteriori variazioni incrementali, incidenti, in disparte i problemi di reperimento di nuove coperture, sul superamento della soglia del 50 per cento delle variazioni ammissibili, anche in considerazione dei dati offerti dalla stessa Amministrazione."