Banco Bpm, via libera dell'Ivass all’Opa su Anima, atteso l’ok Consob; adesioni in crescita, si punta al 70% del capitale

Dopo il via libera di Ivass e Bankitalia, l’offerta può partire già lunedì; Poste, FSI e altri soci pronti a conferire: in arrivo un’ondata di adesioni

Banco Bpm ha ricevuto il via libera dell'Ivass all’Opa su Anima ed è atteso l’ok Consob entro cinque giorni; le adesioni sono in crescita e Bpm punta al 70% del capitale. Potrebbe scattare già all’inizio della prossima settimana l’Opa di Banco Bpm su Anima Holding.

L’Ivass ha dato il suo via libera all’operazione, inviando il nullaosta a Piazza Meda. Con l’autorizzazione di Banca d’Italia già da una settimana, ora manca solo l’ok della Consob, che ha a disposizione cinque giorni dal ricevimento dell’ultima autorizzazione per pronunciarsi. Il debutto dell’opa potrebbe così avvenire già lunedì o martedì prossimi. Secondo fonti vicine all’operazione, l’offerta dovrebbe avere una durata contenuta: appena 15 giorni, il minimo previsto.

L’operazione rafforza così il controllo su Anima di Banco Bpm nel tentativo di sottrarsi all’interesse crescente di UniCredit, che ha messo sul piatto un’ops da 10,1 miliardi di euro per rilevare l’istituto.

Adesioni in crescita: Banco Bpm punta al 70% di Anima

Nel frattempo, salgono le adesioni all’offerta. Il prezzo, inizialmente fissato a 6,2 euro per azione, è stato rivisto al rialzo a 7 euro. Tra i soci di Anima che hanno già dichiarato la loro intenzione di conferire le azioni ci sono Poste Italiane (11,7%) e FSI (9,6%), per un totale del 21% del capitale. A questi si aggiunge il 22% già in mano a Banco Bpm e l’1,5% detenuto dal top management della società di asset management.

Altri azionisti potrebbero unirsi. Tra questi il gruppo Caltagirone, accreditato attorno al 7%, e una folta schiera di fondi interessati a sfruttare l’operazione per ottenere plusvalenze, che potrebbero conferire un ulteriore 20-25% delle azioni. Sommando tutte queste quote, Banco Bpm potrebbe superare il 70% del capitale di Anima, che oggi gestisce circa 204 miliardi di euro.

Il nodo del Danish Compromise

Resta ancora aperta la questione del Danish Compromise, il meccanismo che consentirebbe a Banco Bpm di ottenere un alleggerimento patrimoniale di circa un miliardo nell’acquisto di Anima. La banca ha comunque deciso di non attendere una risposta da parte della BCE e di procedere ugualmente, forte di un CET1 ratio atteso tra il 13 e il 13,5%. Castagna ha inoltre ribadito la volontà di distribuire l’80% dell’utile netto, pari a oltre 6 miliardi di euro in dividendi cumulati nel periodo 2024-2027.