Generali, Delfin autorizzata a salire al 20%, si riaprono i giochi per il controllo del Leone; Mediobanca al bivio se aumentare la quota o venderla per acquisire Banca Generali
IVASS autorizza Delfin ad arrivare al 20% di Generali, Mediobanca al bivio se aumentare la propria quota del 13% nella compagnia triestina (valore €4,2 miliardi) o cederla per finanziare l'acquisto di Banca Generali (valore €3,7 miliardi)
L’IVASS ha autorizzato la Delfin a salire oltre il 10% di Assicurazioni Generali, fino ad un massimo del 20%.
La richiesta è stata presentata il 17 aprile dalla holding finanziaria della famiglia Del Vecchio in quanto, avendo già il 9,8% della compagnia triestina e, avendo la stessa proceduto al riacquisto di azioni proprie, è stata involontariamente superata la soglia del 10%.
Si riaprono, quindi, i giochi per il controllo del Leone in una fase che vede peraltro l'avvicinarsi del rinnovo del board di Mediobanca con l'approvazione del bilancio 2022/2023 (bilancio chiusosi al 30 giugno scorso).
Uno scenario che vede l'ad Nagel, da un lato, in fase avanzata nella trattativa per l'acquisto di Banca Generali e, dall'altro, al bivio se aumentare la quota di Mediobanca del 13% nella compagnia triestina per rimanere il primo azionista, o cederla al fine di raccogliere la liquidità necessaria all'operazione.
Ai valori di Borsa di oggi, il 13% di Generali vale circa €4,2 miliardi mentre Banca Generali capitalizza €3,7 miliardi.
In ogni caso, Mediobanca potrebbe in queste ore presentare domanda all'Ivass per salire al 20% o al 25%, al fine di rimanere il primo azionista. Operazione che comporterebbe un esborso non banale, pari ad almeno 2,5 miliardi, allontanando di conseguenza l'opzione Banca Generali.
Nel frattempo in Borsa, Generali segna un +4,9%, Mediobanca un +2,6% e Banca Generali un +0,7%.
Un anno fa azionisti quali Leonardo Del Vecchio, la famiglia Benetton, la Fondazione Crt, Francesco Gaetano Caltagirone, (insieme ad altri piccoli imprenditori), erano andati contro la lista portata avanti dal consiglio di amministrazione e da Mediobanca che, con il suo 13%, rappresenta il primo socio di Generali.
I risultati furono netti: la lista del consiglio vinse portando con sè oltre il 40%, sostenuto dall'aiuto degli investitori di mercato; al contrario, il gruppo di azionisti perse, raccogliendo quasi il 30% del capitale.
In merito alla richiesta presentata all'IVASS riguardo la possibilità di poter esercitare diritti di voto per più del 10% in Assicurazioni Generali, la Delfin precisa: "si è resa necessaria - ai sensi di legge - in conseguenza del piano di acquisto di azioni proprie avviato da Assicurazioni Generali nell’agosto del 2022 e implementato nei mesi successivi, piano che ha determinato il superamento involontario, da parte di Delfin, della soglia del 10% dei diritti di voto esercitabili in Assicurazioni Generali, alla luce della sospensione dei diritti di voto per le azioni proprie acquistate dalla società".
Il 30 giugno tale richiesta è stata accolta dall'Autorità per la vigilanza sulle assicurazioni e, per questo motivo, la holding tiene a precisare: "[La richiesta] non sottintende dunque alcuna particolare strategia di Delfin, se non quella di agire in conformità alle regole rispetto alla propria posizione quale azionista della compagnia assicurativa triestina".
Stando ai fatti attuali, l'autorizzazione a salire oltre il 10% concessa dall'Autorità alla holding finanziaria della famiglia Del Vecchio, sembra riaprire i giochi. Resta da comprendere come l'IVASS abbia autorizzato la Delfin a raddoppiare la propria partecipazione esclusivamente per una circostanza tecnica.