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Mercati ko dopo una settimana faticosa. Piazza Affari (-3,36%) travolta dai ribassi europei attende gli exit poll di domenica notte

Borsa italiana in fase orsa, Nasdaq (-1,80%), Dow Jones (-1,62%) e Nikkei (-0,58%). Investitori fuggono da borse mondiali: verso la liquidità e diamanti

Di Katia Ferri Melzi d’Eril

24 Settembre 2022

Mercati ko dopo una settimana faticosa. Piazza Affari (-3,36%) travolta dai ribassi europei attende gli exit poll di domenica notte

fonte: pixabay

Borsa Italiana in territorio orso e primo passo verso la recessione in Europa, mentre l’Inghilterra è già saltata in queste ore. Chiude cupamente questa settimana borsistica di fine settembre, con tensioni alle stelle sul fronte ucraino e tensioni alle stelle tra i leader in Europa. Il Dow Jones ha chiuso la giornata odierna in ribasso dell’1,62% a 29,590,41, dopo una settimana in vistosa discesa. Ha tenuto meglio il Nasdaq nell’ottava, ha chiuso l’ultima seduta a 10.867,93 punti in ribasso dell’1,80%. Negativa anche la chiusura del Nikkei (-0,58%).

Piazza Affari: chiude a -3,36%, inattese le parole della Presidente europea Ursula von der Leyen

Borsa Italiana aveva aperto le danze lunedì scorso a 21.927, ha chiuso oggi a 21066,55, con un tonfo finale causato, dicono in molti, da parole inattese e sorprendenti della Presidente europea Ursula von der Leyen. Le speranze di crescita del nostro listino, coltivate soprattutto nella giornata di martedì dove il FTSEMib ha toccato i 22325 punti, sono sfumate a metà settimana nella giornata di mercoledì. Giovedì pomeriggio Piazza Affari ha iniziato a ripiegare con decisione. Nel week end gli occhi di tutti gli osservatori saranno puntati  sull’Italia, sullo spread col Bund  (che deve resistere sotto i 250 punti base)  e sulle elezioni che cambieranno il nostro destino, fra pochi giorni,  in una direzione o nell’altra. Ma preoccupano certamente di più le ondate di vendite che si sono avute in questi giorni a Wall Street, che è tornata a testare i livelli di giugno scorso. E ha assistito attonita alla terza stretta monetaria della Fed (75 punti base con i tassi sui Fed Funds a un livello record che non si vedeva dal 2008 (3-3,25%).

Molti investitori hanno deciso di fuggire per ora dalle Borse mondiali, preferiscono la liquidità e qualche bene rifugio come i diamanti in queste ore: sono preoccupati per la produzione delle piccole imprese europee che è prevista negativa, per la corsa all’inflazione, la stretta monetaria aggressiva della Bce e della Fed e la recessione che pare ormai inevitabile. Piazza Affari si presenta in ginocchio alla tornata elettorale, ha chiuso la settimana con un ribasso di oltre 2.000 punti, con tanti titoli che hanno perso quota e attualmente appaiono fortemente a sconto. E’ troppo magra la consolazione ricordata da alcuni analisti a proposito del livello del FtseMib, che mantiene i minimi mensili a 21.200. L’indice Stoxx 600 Europe volge al ribasso, seguito dal Dax di Francoforte e dal CaC 40 di Parigi.

Sembra difficile che Borsa italiana possa resistere su queste barricate, orbitare intorno ai 21.000 punti. L’esito degli exit poll potrebbe offrire, secondo gli ottimisti, lo spunto per uno slancio a 22.500  e un ritorno sopra i 23.000 punti. Al momento sembra troppo azzardato prevedere un picco a 24.000 punti per fine anno, vista la situazione sui prezzi delle materie prime. L’ottava si è chiusa con un importante ribasso delle quotazioni petrolifere, scese al livelli di gennaio scorso, ma anche con una raffica di vendite mondiali sui titoli delle oil company europee e mondiali. Niente sconti anche per Eni che oggi ha chiuso in calo del 4,8% e Tenaris crollata a picco dell’8% .

Treasuries a 10 anni al +3,8%, mai così dal 2011

Per la prossima settimana il piccolo risparmiatore ha una sola missione: proteggere il suo investimento dall’inflazione che galoppa senza freni, a valori quattro volte quelli immaginati anni fa dagli analisti di tutto il mondo. Dunque è immaginabile che continuerà la fuga dai futures sul Dow Jones e sull’S&P 500. Bravo chi riesce ad acquistare i Treasuries a 10 anni, che risultano in crescita al 3,8 e vicini a livelli che non si vedevano dal 2011. Tra le situazioni da monitorare, visto che il Pil Italiano non potrebbe superare una crescita dello 0,5% nel prossimo anno, ci sono molti titoli azionari. Per esempio Microsoft, Mps che potrebbe avviare l’aumento di capitale il 10 ottobre prossimo. Attenzione agli investimenti in settori come l’immobiliare, i viaggi, il servizi finanziari, i bancari. I consumi premiano il settore farmaceutico (ma in modo selettivo) e le filiere di made in Italy biologico che puntano sull’export e sul cambiamento del modello produttivo considerando il cambiamento climatico.

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