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Banca Ifis, utile primo semestre 2022 a 72,5 milioni di euro (+50%)

Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis: "Andamento riflette la resilienza del nostro modello di business. I solidi risultati e l’approccio conservativo nell’assunzione dei rischi ci consentiranno di affrontare al meglio il possibile scenario macroeconomico avverso"

04 Agosto 2022

Banca Ifis, utile primo semestre 2022 a 72,5 milioni di euro (+50%)

Geertman, Banca Ifis

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis, riunitosi oggi sotto la presidenza di Sebastien Egon Fürstenberg, ha approvato i risultati relativi al primo semestre 2022. L’utile netto cresce del 50% a 72,5 milioni di euro, un risultato guidato principalmente dalle performance sui ricavi che nel primo semestre 2022 registrano un incremento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Banca Ifis, risultati primo semestre 2022

Le attività di Factoring e Leasing sono cresciute tutte a tassi superiori rispetto ai mercati di riferimento confermando il dinamismo della rete commerciale della Banca.

In aumento gli incassi del business Npl, grazie alla maggiore efficienza dell’attività di recupero dei crediti e alla qualità del portafoglio, dovuta all’approccio prudenziale in sede di acquisto dei portafogli Npl degli ultimi anni. Le rilevanti riserve accantonate per il Covid nel corso dei precedenti esercizi, inutilizzate, sono state riqualificate per far fronte ai potenziali rischi macroeconomici derivanti dal conflitto tra Russia e Ucraina, e al rallentamento della crescita economica.

Il Margine di intermediazione è in crescita del 11,6% a 324 milioni di euro (290,4 milioni di euro al 30.06.2021) e beneficia di maggiori ricavi nel Settore Npl, pari a 135,0 milioni di euro (+9,5% rispetto al 30.06.2021) e nel Settore Commercial & Corporate Banking, pari a 142,2 milioni di euro (+1,6% rispetto al 30.06.2021).

I costi operativi, pari a 185,5 milioni di euro (+7,5% rispetto a 172,5 milioni di euro del 30.06.2021), sono in aumento per le maggiori spese del personale (73,6 milioni di euro rispetto a 67,7 milioni di euro del 30.06.2021), per la crescita della
remunerazione variabile e per il contributo, in termini di risorse, su tutto il semestre collegato all’acquisizione ex Aigis) e le
altre spese amministrative (114,6 milioni di euro rispetto a 111,5 milioni di euro del 30.06.2021) per maggiori costi legati
principalmente ai progetti strategici del Gruppo.

Costo del credito pari a 33,7 milioni di euro, in diminuzione rispetto a 43,5 milioni di euro del corrispondente periodo del
2021.

Solida posizione di liquidità: circa 1 miliardo di euro al 30 giugno 2022 di riserve e attivi liberi finanziabili in BCE (LCR
superiore a 1.000%).

CET1 pari a 14,92% (15,44% al 31 dicembre 2021) e TCR pari a 19,00% (19,63% al 31 dicembre 2021), calcolati escludendo l’utile del primo semestre 2022.

Il CET1 si attesterebbe al 15,91% includendo i positivi effetti derivanti dall’applicazione del regolamento delegato UE 954/2022 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2022 ed effettivo da luglio 2022, che consente una riduzione della ponderazione sui crediti acquisiti dal business Npl e della cessione di crediti verso il Sistema sanitario nazionale (SSN) effettuata dalla Banca a giugno 2022 (il riconoscimento del trasferimento del rischio è atteso entro settembre 2022).

“I risultati del primo semestre 2022 - dichiara Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis – evidenziano
un utile netto pari a 72,5 milioni di euro, in crescita del 50% rispetto allo stesso periodo del 2021, trainato principalmente
all’incremento dei ricavi che si attestano al +12%. Quest’andamento riflette la resilienza del nostro modello di business
che ci permette di operare traendo vantaggio dall’elevata specializzazione, dagli investimenti in innovazione dei processi
e dalla gestione sostenibile del credito in mercati dove la nostra Banca detiene un forte vantaggio competitivo.
I solidi risultati semestrali e l’approccio conservativo nell’assunzione dei rischi adottato negli ultimi anni, ci consentiranno di affrontare al meglio il possibile scenario macroeconomico avverso dei prossimi trimestri, continuando a svolgere il nostro ruolo di supporto all’economia reale”

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