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Inflazione e caro vita: l'aumento dei prezzi rende inutili le misure di Draghi

Il caro vita si fa sempre più sentire nelle famiglie del ceto medio che sono obbligate a intaccare i risparmi a causa dell'incremento dei prezzi. Inutili le misure messe in campo da Draghi e in altri paesi nel mondo è già rivolta sociale

Di Maria Melania Barone

03 Luglio 2022

Inflazione e caro vita: l'aumento dei prezzi rende inutili le misure di Draghi

Inflazione e caro vita: l'aumento dei prezzi rende inutili le misure di Draghi

L'inflazione e il caro vita rischiano di bruciare i risparmi degli italiani e con l'inasprimento del conflitto internazionale in Ucraina, la scarsità del gas e del greggio anche conseguente alle rivolte in Libia, la situazione potrebbe addirittura peggiorare. Il Pil del belpaese va rivisto al ribasso, siamo nel terzo scenario ipotizzato dalla Banca d'Italia nell'aprile scorso.

Inflazione e caro vita: +2480 euro a famiglia in un anno

L'inflazione è ormai diventata la tassa occulta nei bilanci e delle famiglie italiane. Il carovita ha raggiunto livelli record che non si vedevano dal 1986 e così una famiglia tipo formata da quattro persone di due adulti e due figli minorenni in sei mesi spende 1.240,8 in più rispetto a un anno fa. Troppo. I 2300 euro di spesa maggiorata in un anno sono diventati dunque 2481,6 e c'è chi dice che sia tutto destinato ad aumentare.

I 200 euro di luglio riusciranno a far fronte soltanto a due terzi dei rincari di un solo mese mentre le bollette continuano ad aumentare e anche il tetto sul prezzo non riuscirebbe a frenare il colpo. In fumo andrebbero decine di miliardi di risparmi degli italiani.

Inflazione e caro vita: il trend in rialzo dei prezzi

Le misure messe in campo dal governo draghi non tengono nemmeno conto dell'inflazione che a giugno ha raggiunto l'8%, e che fra un anno potrebbe comportare l'incremento per le spese della previdenza aumentare del 100% in alcuni casi per un importo complessivo di 10 miliardi di euro.

Queste sono le stime solo del primo semestre del 2022, ma si prevede che il secondo sia ancora peggiore, con l'ipotesi di taglio del gas e il relativo incremento dei prezzi: dal boom alimentare stimato già ad oggi con un più 30% e che vede lievitare i beni di prima necessità, dal mais, all'orzo, al grano. Ma non è finita perché anche i derivati dei prodotti realizzati con farinacei aumentano inevitabilmente come pasta, pane, pizza e tanto altro. Aumentano anche le verdure a causa del costo dei fertilizzanti che sono stati da sempre forniti dalla Russia maggiore esportatrice nel mondo per il 70% di questa materia prima.

Il caro energia invece è un capitolo a parte e si compone non soltanto dell'incremento dei prezzi derivanti dalla crisi in Ucraina e conseguente alla riduzione di gas da parte di Gazprom, all'embargo del petrolio voluto dall'Europa ma anche inevitabilmente al calo di esportazione di altri paesi tra i maggiori produttori di greggio come la Libia oggi in rivolta.

Inflazione e caro vita: quanto perdono le famiglie italiane

Secondo le ultime stime una persona single under 65 che abbia un reddito inferiore ai €20.000 perde in un anno 626,76,20 invece una famiglia monoreddito con uno o più figli minori perde 702,48 se ha un reddito di almeno 22.360. dunque le misure messe in campo da draghi attutiscono il colpo e fanno perdere al singolo quasi €92 l'anno, mentre alla famiglia formata da un genitore monoreddito soltanto 167,62 l'anno eppure c'è chi giura che non è finita qui. Infatti una famiglia formata da una coppia con due redditi e uno o più figli minori, con un reddito complessivo di €39.495 con l'inflazione perde in un anno 120040 che si risolve in 505,94 di perdita effettiva al netto degli aiuti statali.

Le misure messe in campo dal governo dunque intaccano i risparmi soprattutto dei nuclei medio bassi, ma non risparmiano nemmeno il ceto medio che è costretto ad attingere ai risparmi a causa della perdita del potere d'acquisto sui salari. L'introduzione del salario minimo a livello europeo non è stato ancora attuato dal governo e sicuramente non risolverà l'incremento dei prezzi che è destinato a crescere.

Se i titoli di stato italiani oggi rendono molto di più soprattutto per quanto concerne le cedole a quotazione decennale del BTP Bund, la solvibilità del paese Italia si fa sempre più ardua. Già Bruxelles aveva redarguito palazzo Chigi, responsabile di spendere troppo in previdenza sociale e così è naufragata ad oggi la riforma pensioni 2022 che avrebbe dovuto trattare su il potenziale prepensionamento a 62 anni o 64 anni di età. Mentre per quanto concerne il 2023,6 l'inflazione si tiene sempre sopra il 6%, come sta avvenendo le pensioni potrebbero essere rivalutate da un novanta al 100%.

di Maria Melania Barone

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