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Reddito di cittadinanza, nessun limite alle proroghe: così l'assegno diventa a vita

La legge che ha istituito la misura a partire dall'aprile del 2019 non prevede alcun limite temporale: così le proroghe, da 18 mesi alla volta, diventano illimitate

25 Maggio 2022

Reddito di cittadinanza: nel 2021 erogato a quasi 1milione e 500mila famiglie

La legge che ha istituito il reddito di cittadinanza non prevede nessun limite alle proroghe: così l'assegno diventa a vita. Quando hanno ricevuto la carta di Poste Italiane che dà accesso alla misura, nemmeno i più ottimisti avrebbero pensato che dall'aprile 2019 - mese in cui gli aventi diritto hanno ricevuto il primo importo mensile - il reddito di cittadinanza sarebbe stato concesso a tempo indeterminato. Eppure è così, perché nella legge approvata dall'allora governo gialloverde non c'è alcun limite di tempo dopo il quale non si ha più accesso al beneficio. Se non si ricevono proposte di lavoro compatibili col profilo, dunque, l'assegno diventa praticamente una sorta di piccolo vitalizio. Ed è così per la stragrande maggioranza della platea coinvolta dal reddito, come dimostra un report dell'Inps.

Reddito di cittadinanza, nessun limite alle proroghe: così l'assegno è a vita

L'analisi dell'ente previdenziale dimostra come il 70% delle famiglie beneficiarie del reddito nel 2019 lo fossero anche due anni e mezzo dopo, alla fine del 2021. Il dato mostra in maniera lampante come la misura, pensata inizialmente come strumento di politica attiva per il mondo del lavoro, in grado di aiutare i soggetti coinvolti a ridiventare occupati, sia diventata sostanzialmente un sussidio.

La legge istitutiva prevede che l'assegno sia erogato all'inizio per 18 mesi, eventualmente prorogabili. La prima proroga è arrivata nell'ottobre 2020. Si era in piena seconda ondata di Covid, l'emergenza sanitaria e sociale era sotto gli occhi di tutti e nessuno alzò la mano per porre dei dubbi sulla misura. Maggio 2022 è invece il mese della seconda proroga per un altro anno e mezzo, fino al novembre 2023. Questa volta però c'è chi vuole abolire definitivamente la misura attraverso una raccolta firme.

Le stime impietose dell'Inps

Chi nell'aprile del 2019 sostenne fortemente l'introduzione del reddito di cittadinanza pensava che tre anni sarebbero stati sufficienti affinché la stragrande maggioranza dei beneficiari potesse trovare un lavoro congruo alle proprie competenze e capacità. A distanza di 36 mesi si può dire che non è stato così e che la misura ha solo pesato in maniera non indifferente sulle casse dello Stato

Gli ultimi calcoli dell'Inps mostrano che ad aprile 2022 ha avuto accesso al reddito 1 milione e 190mila nuclei familiari per un totale di più di due milioni di persone coinvolte. L'importo medio dell'assegno è stato di 561 euro e la spesa per lo Stato è stata di 668 milioni di euro. Più della metà delle persone e delle famiglie che hanno ricevuto il reddito vive al Sud e nelle Isole, come noto da tempo. 

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