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Gas Russia in Italia, bloccati i flussi dalla Polonia: prezzo su a 115 euro a megawatt/ora

Il Cremlino ha deciso di chiudere un gasdotto essenziale per il passaggio del gas verso Varsavia come controsanzione: ad Amsterdam prezzo schizza verso l'alto

12 Maggio 2022

Gas russo, industrie contrarie allo stop: "Non è solo una questione di condizionatori"

La Russia aumenta la pressione sul gas e la questione riguarda anche l'Italia: i flussi dalla Polonia vengono bloccati e il prezzo schizza su a 115 euro a megawatt/ora. Un primo scossone si era avuto due giorni fa, quando la società che controlla i gasdotti ucraini aveva annunciato la chiusura di un importante punto di transito della materia prima verso l'Europa. In quell'occasione i prezzi ad Amsterdam, centro di negoziazione di riferimento per il gas nel continente europeo, erano arrivati a 100 euro per megawattora. Ora lo shock rischia di essere più grave: Gazprom, la società monopolista che controlla tutte le infrastrutture del gas in Russia, ha annunciato la chiusura dello Yamal, che dalla Polonia porta il metano nel resto d'Europa. 

Gas Russia in Italia, stop ai flussi dalla Polonia

È l'effetto delle contro-sanzioni adottate da Putin nei confronti dei Paesi occidentali, come ha fatto capire Gazprom in una nota: "E' stato applicato un divieto di transazioni e pagamenti a entità soggette a sanzioni. Questo significa il divieto di utilizzare un gasdotto di proprietà di EuRoPol GAZ per trasportare il gas russo attraverso la Polonia". Gli effetti di una decisione simile si sono manifestati subito: ad Amsterdam, principale hub europeo per la contrattazione del gas, il prezzo è schizzato a 115 euro per megawatt/ora, un aumento del 16,6%. 

Siamo lontani dai livelli toccati all'inizio della guerra ma si tratta di un valore ampiamente sopra la soglia psicologica dei 100 euro. Ma la pressione aumenta anche sull'Italia: da Tarvisio, piccolo comune del Friuli dove si trova uno dei più importanti gasdotti del Paese, da giorni i flussi sono inferiori del 50% rispetto alle capacità massime. Normalmente ci possono passare fino a tre milioni di metri cubi l'ora, al momento ne passa stabilmente un milione e mezzo. 

L'approvvigionamento per l'autunno e il tetto del prezzo

Snam, la società che gestisce la rete italiana, ha comunicato che i flussi da Mosca "continuano senza interruzioni", anche se a scartamento ridotto. Il momento è delicatissimo per tutti i Paesi europei, che in queste settimane stanno portando avanti lo stoccaggio delle riserve per affrontare la prossima stagione fredda. L'Italia, secondo delle stime, dovrebbe essere al 42%. Per affrontare l'inverno con tranquillità ne serve il 90%

Per ora l'Italia regge l'urto di queste destabilizzazioni grazie a scambi molto dinamici e fluidi: se i rubinetti da est si sono leggermente chiusi, si è fatto più intenso l'approvvigionamento da Gran Bretagna, Olanda e Belgio oltre che dall'Algeria. Ma la posizione dell'Italia in caso di stop completo al gas russo è chiara sin dall'inizio: porre un tetto europeo al prezzo del gas. 

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