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Banca Generali: nel 2021 utile netto a 323,1 mln (+17,5%), crescono le masse a 85,7 mld (+15%)

Banca Generali conferma i dati preliminari 2021, con l'utile netto che raggiunge i 323,1 milioni. Margine di intermediazione a 779,3 milioni (+26,2%), costi operativi a 242,3 mln (+6,6%)

09 Marzo 2022

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali ha approvato la Relazione Annuale Integrata al 2021 comprensiva della Relazione sulla gestione consolidata, Relazione sulla gestione individuale e Dichiarazione non Finanziaria redatta ai sensi del D.lgs 254/2016 (c.d. bilancio integrato) e la proposta di dividendo. 

Banca Generali conferma i risultati 2021: masse a 85,7 mld (+15%), +26,2% margine di intermediazione

Il Progetto di Bilancio Consolidato conferma i dati preliminari presentati al Consiglio di Amministrazione del 10 febbraio scorso e dunque per l’esercizio 2021 conferma l’utile netto consolidato di €323,1 milioni, in crescita del 17,5% rispetto allo scorso anno. Tale valore rappresenta un nuovo massimo storico per la banca e riflette il successo nel raggiungimento degli
obiettivi del piano 2019-21. Alla base di questo risultato si pone la significativa crescita delle masse (€85,7 miliardi, +15%) e il miglioramento della loro composizione. Un contributo rilevante è stato anche apportato dalla raccolta netta che si è dimostrata particolarmente sostenuta nell’anno, attestandosi a €7,7 miliardi.

Il margine di intermediazione è salito del 26,2% a €779,3 milioni beneficiando della crescita a doppia cifra delle commissioni nette sia di natura ricorrente che variabile. Tra le commissioni ricorrenti si segnala il forte incremento delle commissioni sia per l’aumento delle masse e il miglioramento della loro composizione e per l’efficacia delle azioni di diversificazione messe in campo. Il margine finanziario si è attestato a €112,0 milioni (+2,2%), confermando uno stabile contributo pur in presenza di una riduzione degli interessi sugli attivi finanziari legato al contesto di riferimento, caratterizzato da tassi oltremodo bassi e/o negativi nel periodo.

I costi operativi si sono attestati a €242,3 milioni con un incremento del 6,6% nel loro insieme e del 4,9% per il sottoinsieme di costi “core”, ovvero con esclusione dei costi del personale commerciale, delle variazioni del perimetro di consolidamento e di altre poste straordinarie.

Gli indicatori di efficienza operativa sono ulteriormente migliorati confermandosi su livelli di best practice: i costi totali sulle masse sono scesi a 28 bps (contro i 30bps di fine 2020) e il Cost/Income ratio, su basi rettificate per le componenti non ricorrenti, è risultato pari al 35,8% (26,5% il livello reported).

Il risultato operativo è aumentato a €537,0 milioni, in crescita del 37,6% rispetto allo scorso anno. Gli accantonamenti ordinari si sono attestati a €45,4 milioni rispetto ai €30,8 milioni dello scorso esercizio, per tener conto della crescita dei piani di fidelizzazione della rete dato il forte sviluppo della raccolta nell’anno e di altre voci prudenziali per rischi e oneri complessivi. Sono stati registrati anche contributi bancari in aumento a €15,5 milioni (€11,3 milioni nello scorso esercizio).

I risultati 2021 incorporano la dinamica di due poste straordinarie, nel dettaglio:l’onere non ricorrente per €80,6 milioni1 già contabilizzato durante i risultati semestrali 2021, relativo all’operazione di acquisto di titoli in cartolarizzazioni di crediti sanitari riservati a clienti professionali e detenuti dalla clientela. Ai fini contabili, l’onere collegato all’operazione viene registrato nel bilancio d’esercizio annuale tra le perdite di negoziazione; Il beneficio fiscale non ricorrente di €8,5 milioni legato ad un’operazione di affrancamento dei valori di avviamenti, marchi e attività immateriali.

I ratio patrimoniali consolidati si attestano al 17,1% a livello di CET1 e al 18,4% a livello di Total Capital Ratio, dunque su livelli ampiamente superiori ai requisiti richiesti dalle autorità bancarie. I ratio di capitale sono calcolati al netto della proposta di distribuire €1,95 per azione (al lordo delle ritenute di legge).

La proposta di dividendo: distribuirli per 227,9 mln, pari a 1,95 euro per azione 

Il CDA ha deliberato di presentare all’Assemblea degli Azionisti programmata, come da calendario finanziario, per il 21 Aprile p.v. in prima convocazione la proposta di distribuire l’utile 2021 come segue.

Distribuire dividendi per €227,9 milioni, pari a €1,95 per azione (al lordo delle ritenute di legge) per ognuna delle 116.851.637 azioni emesse e corrispondenti ad un pay out del 70,5% dell’utile consolidato dell’esercizio 2021 in linea con la politica di dividendi per il triennio 2019-2021 a suo tempo approvata dal CDA di Banca Generali. Portare a riserva per utili a nuovo i restanti €114,4 milioni

La distribuzione dei dividendi, se approvata dall’Assemblea, avverrà con le seguenti modalità: €1,15 per azione con data di stacco il 23 maggio 2022; €0,80 per azione con data di stacco il 20 febbraio 2023; record date 21 febbraio 2023, data
di pagamento 22 febbraio 2023 Le somme pagate saranno soggette al regime fiscale ordinario della distribuzione di dividendi. Si precisa che non verrà peraltro effettuata alcuna distribuzione alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date e alle azioni in circolazione per le quali ai sensi delle Politiche sulle Remunerazioni per tempo vigente sussistessero limiti alla distribuzione dei dividendi. La quota di dividendo relativa a dette azioni verrà pertanto attribuita alla riserva per utili a nuovo.

Al prezzo di chiusura del titolo Banca Generali del 4.03.2022 di €28,6 per azione, il dividendo proposto configura un rendimento complessivo del 6,8%. La Relazione Annuale Integrata è stata realizzata secondo la struttura per capitali proposta dall’ International Integrated Reporting Framework utilizzata lo scorso anno. L‘IR Framework si sviluppa seguendo 11 tematiche che Banca Generali ha identificato come materiali dopo avere anche coinvolto gli stakeholders più rilevanti (tra cui tutti i dipendenti). A queste sono stati collegati 11 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, come definiti dall’ONU, che la Banca intende seguire con maggiore priorità in linea con la sua Mission, la sua Vision e il suo Purpose.

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