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TIM, il CdA presenta il piano: tutte le questioni aperte

Dallo scorporo della rete alle proteste dei sindacati, dall’opa di Kkr alle mosse di Iliad: ecco perché Labriola avrà molto da fare nei prossimi mesi

Di Adam Smith

14 Febbraio 2022

TIM: Pietro Labriola è il nuovo Amministratore Delegato del Gruppo

Pietro Labriola (fonte: https://www.linkedin.com/in/pietro-labriola/overlay/photo/)

Ufficialmente il nuovo piano industriale di TIM presenterà ufficialmente il nuovo piano industriale il prossimo 2 marzo. Ma intanto c’è attesa per sapere che cosa emergerà dal consiglio di amministrazione, il secondo dell’era Labriola, che dovrà provare a fare luce su molti temi ancora aperti. Il primo riguarda la costituzione di due diverse società (i nomi sono ancora da definire): una, denominata provvisoriamente ServiceCo, dovrebbe racchiudere al suo interno tutti gli asset relativi alla componente servizi. L’altra, Netco, dovrebbe occuparsi esclusivamente della rete. Una mossa, questa, che per molti dovrebbe essere propedeutica alla creazione della rete unica insieme a Open Fiber. Intanto però monta la preoccupazione e i sindacati sono sul piede di guerra. Temono, infatti, che dallo “spezzatino” possa derivare un calo degli occupati, già scesi a quota 46mila. L’attesa, dunque, è per la faccia che Labriola intende dare a Tim e alle sue diverse anime.

Secondo punto sul tavolo del consiglio di amministrazione è quello dell’opa di Kkr. A fine novembre è arrivata un’offerta “amichevole” per 0,505 euro per azione di TIM, ovvero un controvalore di 11 miliardi, con un premio di oltre il 20% rispetto ai valori azionari del tempo. Il titolo, nelle settimane successive, è cresciuto fino ad arrivare vicino alla soglia dell’opa, per poi rinculare a mano a mano che il tempo passava e che nessuno in TIM si decideva a spiegare che cosa fare. Prima perché il ceo Luigi Gubitosi aveva lasciato, poi perché il presidente Salvatore Rossi non voleva forzare la mano prima dell’insediamento del nuovo amministratore delegato. Ora però Pietro Labriola c’è, ed è giunto il momento che qualcuno prenda una decisione. Tra l’altro, gli americani del fondo Kkr sono anche azionisti di minoranza in FiberCop, il veicolo per la fibra che ha come primo azionista proprio Tim.

In tutto questo c’è anche da capire che cosa succederà tra Iliad e Vodafone Italia. Nei giorni scorsi, infatti, era trapelata l’intenzione da parte dei francesi, ormai stabilmente quarto operatore mobile in Italia e pronti a sbarcare anche nel fisso, di rilevare il 100% di Vodafone Italia. Per quale cifra? Secondo le indiscrezioni si era intono agli 11 miliardi, ovvero quanto proposto per TIM. L’azienda inglese ha comunque, per ora, rifiutato, reputando la cifra troppo bassa. Ma è facile pensare che se dovesse andare in porto la trattativa, ci sarebbe un doppio binario per Tim: da una parte potrebbe chiedere di rivedere al rialzo l’offerta di Kkr. Dall’altra si troverebbe di fronte a un player decisamente robusto con cui dover fare i conti in ottica concorrenziale. D’altronde però è chiaro che il settore, che ha visto ridurre progressivamente i margini di guadagno, debba per forza di cose andare verso una maggiore concentrazione, un po’ come è successo con l’automotive. Le prossime tre settimane, dunque, saranno fondamentali per capire come sarà TIM in futuro.

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