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Banca Generali, risultati fine 2021: utile a 323 milioni (+18%), la proposta di dividendo è 1,95 euro per azione

Gian Maria Mossa, AD di Banca Generali: "Siamo orgogliosi della crescita della banca che ha superato tutti gli ambiziosi traguardi del piano triennale, consentendoci di chiudere il 2021 col nostro miglior risultato di sempre"

10 Febbraio 2022

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Gian Maria Mossa, AD di Banca Generali

Il Cda di Banca Generali ha approvato i risultati preliminari consolidati al 31 dicembre 2021: l'utile è pari a 323,1 milioni di euro, in crescita del 18%. La proposta di dividendo è di 1,95 euro per azione.

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato: “Siamo orgogliosi della crescita della banca che ha superato tutti gli ambiziosi traguardi del piano triennale, consentendoci di chiudere il 2021 col nostro miglior risultato di sempre. La professionalità dei nostri banker e la dedizione di tutte le persone di banca hanno permesso di stare vicini alle famiglie in un momento complesso e questo ci viene sempre più riconosciuto dal mercato. Dietro le persone si conferma poi l’efficienza operativa e gestionale e l’efficacia di un’offerta unica che hanno spinto la banca verso nuovi picchi di redditività, solidità patrimoniale e crescita dimensionale. La sostenibilità del nostro modello di business si evince non solo dai numeri, ma soprattutto dal consenso e dalla fiducia che ci arriva dalla clientela e tutto questo si traduce in un ritorno per tutti gli stakeholders sempre più marcato. Alla vigilia della presentazione del nuovo piano industriale contiamo sulla forza di questi nostri elementi distintivi e sul contributo dell’innovazione per tracciare un nuovo importante percorso di crescita della nostra realtà”.

Risultati economici consolidati al 31 dicembre 2021

I risultati evidenziano inoltre il continuo miglioramento nel profilo dell’utile: la componente ricorrente si è attestata a €176,6 milioni, in aumento del 15% rispetto al precedente esercizio. Alla base di questo risultato si individua il forte sviluppo delle masse (€85,7 miliardi, +15%) e il miglioramento della loro composizione che hanno favorito una crescita a doppia cifra dei ricavi. La disciplina nella gestione dei costi e la scalabilità del modello di business hanno ulteriormente supportato la crescita operativa ricorrente.

La posizione patrimoniale si è confermata solida e ben superiore ai requisiti specifici fissati per la società da Banca d’Italia, nell’ambito del periodico processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP). Esaminando nello specifico le principali voci di bilancio si segnala quanto segue:

Il margine di intermediazione è salito del 26,2% a €779,3 milioni beneficiando in particolare della crescita a doppia cifra delle commissioni nette.

Il margine finanziario si è attestato a €112,0 milioni (+2,2%), beneficiando dei proventi legati all’attività di tesoreria, tra cui si segnalano €11,0 milioni legati al ribilanciamento del portafoglio di investimenti finanziari avviato nel terzo trimestre 2021. A fronte di tali cessioni e alla gestione della liquidità generata, il margine d’interesse ha mostrato una flessione nel quarto trimestre che si stima possa essere in parte riassorbita nel corso dei prossimi trimestri.

Le attività finanziarie della Banca si sono attestato a €10,6 miliardi, in crescita del 18% rispetto all’esercizio precedente. Il portafoglio risulta investito al 96% in titoli obbligazionari con una duration di 1,4 anni e una quota di titoli a tasso variabile del 54% che lo rende ben posizionato per sfruttare un eventuale rialzo dei tassi.

Le commissioni nette totali sono salite a €667,3 milioni (+31,4%) con un aumento significativo a livello di commissioni nette ricorrenti a €446,8 milioni (+22,0%).

La crescita delle commissioni ricorrenti è stata favorita dalla dinamica delle masse e dal miglioramento della loro composizione che si è riflesso nelle commissioni lorde di gestione (€804,3 milioni, +19%). A queste si è sommato l’incremento delle commissioni bancarie e d’ingresso (€138,3 milioni, +29%), supportate dalle iniziative di diversificazione legate ai servizi di
Consulenza Evoluta (BGPA), al collocamento di prodotti strutturati e al contributo dalle attività di negoziazione per il retail, che complessivamente hanno generato €79 milioni (+32%), superando ampiamente gli obiettivi del piano.

Le commissioni variabili hanno mostrato un forte rialzo a €220,5 milioni contro i €141,8 milioni dell’esercizio precedente, grazie alla dinamica favorevole dei mercati nell’anno e alla performance positiva generata per i clienti.

I costi operativi hanno toccato i €242,3 milioni con un incremento del 6,6% complessivamente e del 4,9% per quanto attiene la crescita delle voci “core”, ovvero al netto di costi al personale commerciale, alla variazione del perimetro di consolidamento e a poste straordinarie.

I costi operativi hanno dunque mostrato una variazione contenuta soprattutto alla luce del forte sviluppo dimensionale nel periodo. Gli indici di efficienza operativa sono ulteriormente migliorati confermandosi su livelli di best practice: i costi totali sulle masse sono ulteriormente scesi a 28 bps (contro i 30bps di fine 2020) e il Cost/Income ratio, su basi rettificate per le componenti non ricorrenti è risultato pari al 35,8% (26,5% il livello reported).

Il risultato operativo è migliorato del 37,6% a €537,0 milioni rispetto allo scorso anno. Gli accantonamenti ordinari si sono attestati a €45,4 milioni contro i €30,8 milioni dello scorso esercizio. La variazione è legata ai maggiori accantonamenti per i piani di fidelizzazione della rete (€4,8 milioni), a fronte della crescita sostenuta come si evince dai risultati commerciali del periodo, oltre che per altre voci legate a rischi e oneri complessivi (€9,2 milioni).

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