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Telecom, 3 nomi per la guida: la decisione del cda attesa entro gennaio

Come riporta in anteprima il Sole 24 Ore, martedì 18 sarà la data in cui il Direttore generale Labriola presenterà le linee guida del piano per nominare il nuovo Amministratore Delegato

11 Gennaio 2022

L'ex Ad di Tim, Luigi Gubitosi

L'ex Ad di Tim, Luigi Gubitosi (fonte foto: lapresse.it)

Siamo alle battute finali nel lungo iter che dovrebbe portare alla nomina del nuovo Amministratore Delegato di Telecom. Come riporta in anteprima Il Sole 24 Ore dell'11 gennaio: "Nella rosa ristretta ci sarà di certo Pietro Labriola, che come direttore generale (è stato nominato il 26 novembre, mantenendo per ora la carica di ad di Tim Brasil), sta lavorando al piano industriale. Gli altri due nomi sono ancora top secret, ma nelle settimane scorse erano circolati, tra gli altri, i nomi di Aldo Bisio, attuale ad di Vodafone Italia, e di Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cdp prima di Dario Scannapieco." Una decisione da parte del cda è attesa per la settimana prossima.  Il cda potrebbe prendere una decisione la settimana prossima. Altrimenti è già in calendario un cda il prossimo 26 gennaio. Nel caso di nomina di Pietro Labriola, il suo papabile successore sarebbe l’attuale chief revenue officer di Tim Brasil Alberto Mario Griselli.


Scrive ancora Olivieri per il Sole 24 Ore: "Le linee guida del piano a cui sta lavorando Labriola, invece, saranno oggetto di una riunione informale dei consiglieri prevista per martedì prossimo, 18 gennaio. A quanto trapelato finora lo schema di base prevede sempre lo scorporo della rete, ma non è chiaro in cosa il progetto, ancora in fase di abbozzo, si differenzierebbe da quello che propone il fondo Usa Kkr, che si è fatto avanti con un’offerta non vincolante da 50,5 centesimi ad azione ma è ancora in attesa di una risposta (secondo Bloomberg Kkr avrebbe preso contatti anche con il fondo sovrano dell’Arabia Saudita per essere della partita) o da quello che pensa di fare Vivendi, primo azionista con una quota vicina al 24%, che punterebbe a ottenere la maggioranza dell’area consumer se societarizzata nell’ambito del riassetto del gruppo."

Conclude: "Intanto i sindacati, che domani incontreranno nuovamente il vertice aziendale, hanno puntato l’indice contro l’asta, andata deserta, per portare la banda ultralarga nelle isole minori. Sebbene la gara fosse rivolta ai general contractor per la posa di cavi sottomarini, le condizioni - fideiussioni elevate e penali rigide - hanno suscitato un certo allarme tra gli operatori di tlc in vista dei prossimi bandi da 6,7 miliardi complessivi che sono attesi entro fine mese. «I 60,5 milioni per dotare di backhaul ottico gli arcipelaghi italiani entro il 2023 non sono stati assegnati. Siamo di fronte a un segnale grave di ciò che rischia di ac- cadere con i prossimi maxi-bandi che riguardano le gare per la banda ultralarga fissa (3,8 miliardi), per il 5G (2 miliardi), e per i piani “scuola connessa” (261 milioni) e “sanità connessa” (501,5 milioni)», hanno commentato il coordinatore dell’area politiche industriali e reti della Cgil, Walter Schiavella, e la responsabile politiche e sistemi integrati di telecomunicazione, Barbara Apuzzo. «Il tutto accade - proseguono Schiavella e Apuzzo - mentre non è ancora chiaro quale sarà il destino di Tim, l’incumbent nazionale, e dunque della rete. Noi continuiamo a pensare che sia l’intero impianto a essere sbagliato. La direzione giusta non è quella di frammentare, ma di riunificare gli appalti per avere maggiori certezze, trasparenza e solidità»"

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