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Eni, World Energy Outlook 2021: verso una nuova economia energetica mondiale

L'ad Claudio Descalzi: "La transizione ecologica è di fatto una transizione tecnologica. Tuttavia per poter passare dalla teoria alla pratica serve collaborazione tra tutte le parti: occorre modificare l’offerta ma anche la domanda”

02 Dicembre 2021

Eni, World Energy Oulook 2021: verso una nuova economia energetica mondiale

"Sta emergendo una nuova economia energetica mondiale”, a dirlo con chiarezza è Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’Energia in occasione del World Energy Outlook 2021 organizzato oggi a Roma da Eni al quale, insieme al’ad Claudio Descalzi e al citato Birol, sono intervenuti il Ministro degli esteri Luigi Di Maio e il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani. 

Fatih Birol, secondo il Times una delle 100 persone più influenti al mondo, ha sottolineato: “Mi sento fortunato perchè all'agenzia internazionale abbiamo un punto di vista privilegiato su tutti i dati e i progetti che ci sono nel mondo in campo energetico”.

Il trend che emerge è, nelle parole del Direttore  “un nuovo sistema globale energetico”. Su cosa si regge dunque il nuovo paradigma? Le parole d’ordine sono elettrificazione, efficienza, interconnessione, energia pulita.

“Non sarà un cambiamento repentino, ma stabile. Il cambiamento climatico e la volontà dei paesi di costruire un’economia innovativa sono fattori portanti di questo cambiamento.  Se qualcuno crede che non useremo più petrolio o gas si sbaglia. Tuttavia a crescere considerevolmente sono le rinnovabili e una forte spinta è percepita anche nelle nuove tecnologie”.

A guidare la rivoluzione energetica insomma, se da una parte bisognerà saper sfruttare al meglio le tecnologie già esistenti, ad essere davvero decisivo sarà il connubio tra innovazione e energia.

Non a caso il percorso dell’Eni, che può altresì vantare un osservatorio privilegiato sul pianeta, traccia una rotta sempre più solcata dalle tecnologie innovative: le bioraffinerie, la cattura della CO2 per tutto quello che è hard to abate, le nuove tecnologie che sfruttano il moto ondoso, la chimica verde. 

L’enorme lavoro di Ricerca e Sviluppo si basa su una tecnologia proprietaria, perchè come sottolinea Descalzi: “Le tecnologie del futuro non le trovi nel presente”.  Ingegneri, matematici, fisici, agronomi sono le figure che apportano nuova linfa al futuro dell’Eni, tanto che, sottolinea l’AD: “Eravamo 150 ricercatori, ora ne siamo più di 1.200 con sette centri di ricerca e abbiamo cominciato a sperimentare le tecnologie del futuro”.

Appare quindi evidente che le due rivoluzioni che cambieranno il nostro mondo, quella tecnologica e quella energetica, sono intimamente interconnesse e interdipendenti. 

Claudio Descalzi: “La transizione ecologica è di fatto una transizione tecnologica. Serve collaborazione tra tutte le parti”

 

VIDEO- Claudio Descalzi: “La transizione ecologica è di fatto una transizione tecnologica. Serve collaborazione tra tutte le parti”

 

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni a Il Giornale d'Italia: "Il Take Away del World Energy Outlook 2021 è la necessità di una collaborazione tra tutte le parti istituzionali, i Paesi, le normative, tra chi crea le tecnologie ma anche con chi investe su queste ultime”.

“Se non si considerano infatti tutte le componenti è difficile che dalla teoria si possa poi passare alla pratica perché la domanda di mercato è il fattore che alla fine dei conti comanda in un mercato che è libero e aperto”.

“L’altro aspetto di fondamentale importanza è che la transizione ecologica è di fatto una transizione tecnologica. Quindi l’unico modo per decarbonizzare è combattere i prezzi del gas e dell’elettricità attuale è utilizzare delle tecnologie che possano sostituire i vettori presenti che devono incominciare a cambiare”.

Il Covid infatti ha gettato delle ombre sul futuro del sistema energetico, innescando forti aumenti di prezzo nei mercati del gas naturale, del carbone e dell’elettricità. In vista della COP26 più di 50 Paesi si sono impegnati, come descritto nell’Announced Pledges Scenario ( APS), a ridurre le emissioni globali di C02 al 40% fino al 2050. Nel 2100 dunque l’aumento della temperatura media globale stimato è di 2,1 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali.  I governi devono mettere in campo più misure perchè anche un raddoppio degli investimenti e dei finanziamenti in clean energy, come previsto nell’APS, non sarebbe sufficiente.  Ecco perchè cruciale, come conclude Descalzi sarà: “Non solo modificare l’offerta ma anche la domanda”

 

 

 

 

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