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Tesla, Elon Musk venderà il 10% delle sue azioni: a deciderlo un referendum su Twitter

Hanno votato più di tre milioni su Twitter. Il responso: Elon Musk deve vendere il 10% delle sue azioni

08 Novembre 2021

Elon Musk

Elon Musk

Elon Musk venderà il 10% delle proprie azioni Tesla. Il fondatore della casa automobilistica lo aveva chiesto lo scorso 6 novembre in un sondaggio su Twitter. Dopo un giorno di votazioni si sono espresse tre milioni di persone: quasi il 58% ha detto sì, Musk deve vendere le proprie azioni

Da dove nasce il sondaggio

Nei giorni passati aveva suscitato forti polemiche la proposta, nata in seno al Partito Democratico statunitense, di tassare i cosiddetti "unrealized gains". Cioè i profitti derivanti da un aumento del valore di un bene che si possiede. Questo in seguito ad un aumento del prezzo al quale viene contrattato nel mercato. Nella pratica andrebbe a coprire anche le plusvalenze azionarie, come quelle che hanno recentemente permesso proprio a Musk di diventare l'uomo più ricco del pianeta. Tesla ha infatti superato da poco i mille dollari ad azione, dopo l'annuncio di Hertz di voler commissionare alla stessa Tesla centomila automobili elettriche per ampliare il proprio parco auto green. 

"Si sta parlando molto di plusvalenze come di un metodo per evitare di pagare le tasse, quindi propongo di vendere il 10% delle mie azioni Tesla. Sei d'accordo?", recita il quesito online. E ancora: "Non ho uno stipendio in contanti e non prendo bonus da nessuna parte. Ho solo azioni, pertanto l'unico modo che io personalmente ho per pagare le tasse è venderle".  

Le reazioni

Ammonta a circa 21 miliardi il valore delle azioni che Elon Musk si è impegnato a vendere, cioè 170.5 milioni di titoli. "Ero pronto ad accettare entrambi i risultati", queste le parole del fondatore di Tesla dopo la chiusura del sondaggio. Si tratta di una cifra enorme, pari al valore di mercato di intere banche o di multinazionali con sedi in diversi paesi del mondo. Un'operazione questa che ha già portato pesanti ripercussioni per la stessa Tesla. Fra il 5 e l'8 novembre il titolo ha perso circa il 7% del proprio valore, finendo ad essere contrattato a poco più di 1100 dollari, rispetto ai più di 1200 di poche ore prima. Musk non è nuovo a questi stravolgimenti di mercato via Twitter, causati da parole avventate o forse molto più pianificate di quanto non si voglia credere. In passato, sempre con un tweet, aveva affermato che secondo lui il valore di Tesla sui mercati era sopravvalutato. In un'altra occasione che aveva intenzione di ritirare Tesla dal mercato azionario. Entrambe queste trovate pubblicitarie gli hanno attirato l'attenzione dell'ente che si occupa di monitorare possibili manipolazioni sui mercati azionari (una sorta di CONSOB americana). 

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