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Ocse lancia monito all'Italia: "Spesa per le pensioni troppo alta, riformare il cuneo fiscale"

Presentato alla commissione Bilancio del Senato il Rapporto economico 2021: "Troppo alta la spesa per pensioni e debito"

20 Ottobre 2021

Ocse lancia monito all'Italia:  "Spesa per le pensioni troppo alta, riformare il cuneo fiscale'

"L'Italia ha il quinto cuneo fiscale più alto nell'Ocse e questo non incoraggia il lavoro, è importante una riforma". Lo hanno detto in audizione, in videoconferenza, alla commissione Bilancio del Senato i rappresentanti dell' Ocse circa il Rapporto economico 2021 sull'Italia. 

Ocse: "Spesa per le pensioni troppo alta, riformare il cuneo fiscale"

Secondo gli esperti dell’organizzazione internazionale "l’Italia dovrebbe dare un sostegno finanziario mirato finché la ripresa non è in corso e poi deve investire nelle infrastrutture verdi e riformare la giustizia". 

L’Ocse prevede una crescita del 6% quest’anno e del 4,1% nel 2022 e confida che il Pil torni ai livelli del 2019 entro la metà del 2022: "Il rimbalzo a breve termine è un punto importante ma l’Italia non può tornare ai livelli di crescita pre-covid perché erano troppo bassi". Tuttavia, a preoccupare l’Ocse resta il fatto che "l’Italia spende per pensioni e servizi del debito molto di più rispetto agli altri paesi e questo penalizza i giovani e le prospettive di crescita future". Certo, "l’Italia è in una ottima posizione, ma il Pnrr impone un agenda impegnativa da un punto di vista amministrativo", sottolineando quanto sia importante riformare la pubblica amministrazione e spingere sull’assunzione di giovani, anche con contratti flessibili. 

Non mancano, però, i rischi al ribasso: "Ci sono dei rischi collaterali se continua la carenza delle materie prime" hanno detto i rappresentanti dell’Ocse spiegando che "aumenti rapidi possono ridurre i consumi delle famiglie ed avere un impatto negativo sul miglioramento dell’occupazione perché le aziende non sono in grado di produrre quanto vorrebbero rispetto alla domanda". La speranza è che la situazione migliori nella seconda metà dell’anno prossimo. 

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