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Intesa Sanpaolo, Monitor dei Distretti industriali: l’export balza al +27,6% rispetto allo stesso periodo del 2020

De Felice: “Quest’anno l’Italia ha avuto una ripresa forte, superiore a quella media dell’area dell’euro

01 Ottobre 2021

Intesa Sanpaolo, Monitor dei Distretti industriali: l’export balza al +27,6% rispetto allo stesso periodo del 2020

Nel primo semestre 2021 – come emerge dal Monitor dei Distretti Industriali presentato oggi dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo - l’export dei distretti industriali ha registrato un balzo del 27,6% a prezzi correnti rispetto agli stessi mesi del 2020, fortemente penalizzati dal lockdown primaverile.

Intesa Sanpaolo, Monitor dei Distretti industriali: l’export balza al +27,6% rispetto allo stesso periodo del 2020

Il confronto con il 2019 evidenzia un progresso dello 0,7% (pari a 474 milioni di euro) e il raggiungimento di nuovi livelli record a quota 64,6 miliardi di euro. Il recupero è diffuso a tutti i territori: su un totale di 158 distretti monitorati, 101 nel secondo trimestre sono oltre i livelli del 2019. Tra i settori distrettuali più dinamici, gli Elettrodomestici (+29% la variazione rispetto ai primi sei mesi del 2019), la Metallurgia (+22,2%, spinta anche dall’aumento dei prezzi alla produzione) e l’Agro-alimentare (+14,9%).

Ad aprire la presentazione del Monitor dei Distretti Industriali e a presentare i temi è stato Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo “Quest’anno l’Italia ha avuto una ripresa forte, superiore a quella media dell’area dell’euro. La disponibilità dei vaccini è uno dei fattori che ha consentito la crescita del Paese, insieme ad una politica monetaria molto espansiva. Nel 2022 tutti i Paesi avanzati recupereranno i livelli pre Covid, l’Italia lo farà a metà del 2022, la ripresa è legata alle difficoltà nella catena dei valori, al rialzo forte dei trasporti marittimi e al rialzo dei prezzi metalli industriali, questa è l’insidia più grossa della ripresa ed è superiore anche alla pandemia”.

“La crescita è superiore alle attese nel secondo trimestre dell’anno, prospettive buone per intero anno con una crescita vicina al 6%. La ripresa è sostenuta dal buon andamento degli indici di fiducia di famiglie, imprese e le aspettative sono positive. La politica fiscale fino al 2024 continuerà a essere espansiva, sarà uno scenario impegnativo per il Governo. Poi c’è il tema del PNRR legato al Next Generation EU che potremmo ribattezzare "Nex Generetion Italy" perché l’Italia ha un peso del 13% nel Pil per l’Unione Europea. La sfida del Governo - conclude De Felice - è mettere oggi le basi per una crescita stabilmente superiore al potenziale anche quando gli effetti del PNRR saranno terminati”.

Molto positiva anche la performance della filiera delle costruzioni e del sistema casa, con in testa i distretti specializzati in Mobili (+8,2%) e Prodotti e materiali da costruzione (+6,7%), che hanno battuto la concorrenza tedesca (+6,3% e -0,8%). Sempre nel confronto con i primi sei mesi del 2019, ha chiuso in lieve aumento l’export di Altri prodotti intermedi (+4,5%) e Prodotti in metallo (+2,1%), mentre la Meccanica ha registrato un calo lieve (-1,6%) e comunque inferiore ai competitor tedeschi (-3%). Segnali di recupero emergono anche per il Sistema moda che mostra un rimbalzo rispetto al 2020 (soprattutto per i beni di consumo, in progresso del +38,4%), ma è ancora in forte ritardo rispetto al 2019 nel comparto degli intermedi (-29,3%).

A livello territoriale spicca l’accelerazione delle esportazioni distrettuali del Nord-Est (+4,2% la variazione rispetto al primo semestre 2019), dove si sono messi in evidenza il Friuli-Venezia Giulia per dinamica (+15,6%) e l’Emilia-Romagna e il Veneto per aumento dei valori esportati (+443,7 milioni di euro e +324,9 milioni rispettivamente). Germania (bene soprattutto Agro-alimentare ed Elettrodomestici), Cina (in evidenza Beni di consumo della moda, Meccanica e Agro-alimentare), Stati Uniti (trainanti Agro-alimentare e Mobili) e Irlanda (spinta dall’apertura di un’unità logistica a Dublino da parte del principale operatore del distretto orafo di Valenza) sono i mercati in cui l’export dei distretti ha registrato la crescita maggiore in valore.

Nei prossimi mesi l’export distrettuale è atteso mantenere un buon ritmo di crescita sui mercati esteri, grazie alla presenza di condizioni di domanda internazionale favorevoli. Il 2021 si chiuderà con nuovi livelli record. A livello settoriale, solo il Sistema moda avrà bisogno di più tempo per tornare sui livelli pre-pandemici. In questo contesto, rincari delle commodity e interruzioni delle forniture rappresenteranno due punti di attenzione, che potrebbero frenare lo slancio della domanda mondiale. Tuttavia, nel medio termine la possibile e connessa revisione delle catene globali del valore a favore della riallocazione su base continentale delle filiere, potrebbe giocare a favore anche dei produttori italiani distrettuali.

 

 

 

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