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Cgil, Landini: "Draghi indichi un calendario per confronto vero. Riformare fisco e pensioni"

"Mi auguro che oltre le dichiarazioni, la volontà di aprire un confronto sia vera e ci metta nelle condizioni di farlo"

26 Settembre 2021

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Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, si aspetta che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, "indichi un calendario preciso per affrontare ed entrare nel merito" delle varie questioni e riforme aperte, oltre a trattare il tema della sicurezza sul lavoro su cui è convocato l'incontro con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil a Palazzo Chigi.

"Mi auguro che oltre le dichiarazioni, la volontà di aprire un confronto sia vera e ci metta nelle condizioni di farlo", ha aggiunto intervenendo all'iniziativa "Futura 2021" a Bologna.

Cgil, Landini: "Riformare le pensioni, non solo Quota 100"

Proprio ieri sera, 25 settembre 2021, Landini aveva lanciato un monito: "Se il governo non ci dà risposte già dai prossimi giorni dobbiamo fare assemblee nei luoghi di lavoro e se non ci saranno risposte nella legge di stabilità potremmo anche valutare con Cgil, Cisl e Uil tutte le iniziative di mobilitazione necessaria".

"Vogliamo che entro la legge di stabilità si apra una discussione per riformare le pensioni - sottolinea il segretario della Cgil - non solo quota 100. Così come necessaria la riforma del fisco con meno tasse per lavoratori e pensionato, aumentando il netto in busta paga, e aumentare la lotta all'evasione".

Quanto al tema del patto sociale lanciato in occasione dell'assemblea di Confindustria, "lo dico qui e lo ripeterò lunedì al governo - ha osservato - che non esistono patti sociali che non mettano al centro la qualità e le condizioni di lavoro e il miglioramento delle condizioni di lavoro. Chiunque oggi voglia fare un patto sociale deve rispondere ad un tema, quel patto riduce la precarietà o no, aumenta i salari o no, al centro torna ad esserci la qualità lavoro o solo il profitto e la libertà di impresa?".

La discussione sul salario minimo "va collocata nel contesto in cui si dà valore ai contratti nazionali - ha proseguito Landini - molti già oltre i 9 euro orari, e sostegno legislativo al modello contrattuale". Serve "una legge sulla rappresentanza che dia valore generale ai contratti nazionali firmati dai soggetti maggiormente rappresentativi" contro i contratti pirata.

"Dare validità generale ai contratti nazionali - ha sottolineato il segretario della Cgil - vuol dire sancire che i minimi salariali dei Ccnl diventano validi per legge e non possono essere derogati" insieme "a tutti gli altri diritti", come ferie, malattia, orari.

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