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Ita, la compagnia aerea frena sulle assunzioni. I sindacati: "Partenza in salita"

Il bilancio dell'incontro tra le associazioni di categoria e la nuova amministrazione. Per Uilm è una "situazione nuova e complicata"

25 Agosto 2021

Ita, la compagnia aerea frena sulle assunzioni. I sindacati: "Partenza in salita"

Fonte: lapresse.it

Una partenza in salita quella che si trovano davanti i sindacati sul tema delle assunzioni per la nuova compagnia aerea tricolore Ita. Un incontro, quello di mercoledì 25 agosto, che non ha lasciato soddisfatte le associazioni di categoria nel loro confronto con la nuova amministrazione dell'azienda, tant'è che i sindacati hanno già confermato lo sciopero del trasporto aereo per il 24 settembre. E promettono una lettera al governo Draghi per chiedere sostegno davanti a quella che sembra, per ora, una "situazione nuova e difficile"

Il segretario della Uilm, Claudio Tarlazzi, fa un bilancio del meeting: "Ita vuole mano libera sul contratto e vuole scegliersi i propri dipendenti senza tener conto dell’esperienza lavorativa." E sottolinea: "Le distanze che abbiamo registrato finora sono molto importanti, sia sotto il profilo industriale e altrettanto sotto il profilo occupazionale. Anche sulla parte contrattuale, quindi quella dei diritti dei lavoratori e sulla parte retributiva, sono molto distanti. Ita ha scelto di uscire da Assaereo, quindi vuole negoziare al suo interno il contratto di lavoro dei dipendenti. Si vogliono tenere le mani libere sull'aspetto contrattuale".

Ita, la compagnia aerea frena sulle assunzioni. I sindacati: "Partenza in salita"

Il sindacato non ci sta. E parla di "condizioni inaccettabili". Prosegue Tarlazzi: " È inaccettabile non applicare il contratto nazionale di lavoro. Se ci si vuole allineare alle condizioni di concorrenza in questo Paese bisogna attuare l'articolo 203 del decreto rilancio che prevede che il contratto nazionale sia il riferimento minimo per lavorare per le compagnie che hanno base in Italia". E poi: "Ci saranno altri incontri con Ita per diminuire le distanze, perché ad oggi le distanze sono molto importanti sia sul piano industriale che sui diritti dei lavoratori. C'è molto da lavorare".

"Il presidente di Ita ha spiegato che non si tiene conto dell'esperienza lavorativa, prosegue il sindacalista, ma questo non va bene." "Ita vuole scegliersi i lavoratori con i quali fare l'attività. Uno a uno e non tenendo conto di nulla, diritti compresi. Questa per noi è una situazione complicata e nuova, ma con distanze molto significative che cercheremo di ridurre nei prossimi incontri. Il percorso è molto complicato".

E poi lancia la proposta, ancora una volta, di ottenere il sostegno del Governo. "Questa trattativa deve coinvolgere i ministeri competenti e deve anche andare a Palazzo Chigi, visto che le condizioni di sviluppo della compagnia travalicano il confine dell'azienda stessa. Il settore necessita di condizioni di allineamento delle concorrenza in un mercato molto contendibile, dove la concorrenza è distorta. Palazzo Chigi intervenga anche sul piano occupazionale perché dobbiamo dare garanzie di prospettiva ai 10.500 lavoratori di Alitalia e a tutti i lavoratori dell'indotto che hanno perso il lavoro in questi mesi per la crisi del trasporto aereo".

Scontro Ita-sindacati: 22 mila dipendenti nel 2008, oggi ne vogliono assumere solo 2800

"Noi ci occupiamo di 10.500 lavoratori di Alitalia e non solo dei 2800 che Ita vuole assumere. Abbiamo chiesto l’intervento del governo perché servono risposte che Ita non può dare da sola", interviene Fabrizio Cuscito, segretario della Filt. E puntualizza: "Ita ci ha comunicato che esce da Assaereo, l'associazione datoriale che applica il contratto collettivo nazionale di lavoro. Questo è paradossale perché avviene da una società controllata dallo Stato e quindi va contro la norma prescritta nel decreto rilancio che prevede l'applicazione dei minimi salariali del contratto nazionale di lavoro".

"I lavoratori di Alitalia nel 2008 erano 22 mila e oggi sono 10.500 e non è che i conti siano migliorati.", critica Cuscito. "Quello che abbiamo ribadito al presidente di Ita è che il costo del lavoro non è il vero problema di Alitalia. Il vero problema sono le alleanze sbagliate, contratti di leasing sbagliati e i costi del carburante negoziato in modo sbagliato. Questi sono i mali di Alitalia."

Sulla questione continua poi Salvatore Pellecchia, segretario della Fit Cisl: "Il piano industriale di Ita prevede al 2025 104 aerei e noi dobbiamo creare le condizioni per far arrivare le lavoratrici e i lavoratori che in questo momento non troveranno la possibilità di ingresso in Ita, pronti. Non dovranno perdere i titoli professionali di cui sono in possesso adesso. Quindi la trattativa deve andare avanti su due canali paralleli". E conclude: "Abbiamo anche chiesto di definire un protocollo sulle relazioni sindacali, perché non possiamo venire qui e apprendere le cose. Dobbiamo stabilire cosa è materia di contrattazione e cosa è materia di informazione. Al tempo stesso abbiamo chiesto l'attivazione di un organismo paritetico di garanzia per avere una sede di partecipazione sindacale che è pronta ad intervenire anche sulle scelte in tempo reale".

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