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Generali: l’impasse sulla Governance impatta sul titolo, nonostante i risultati positivi e dopo un anno di crescita in Borsa

Secondo gli analisti “Generali mantiene un bilancio molto solido e una forte redditività tecnica” e auspicano il rinnovo del mandato di Donnet, anche al fine di evitare pressioni sul titolo

04 Agosto 2021

Generali: l’impasse sulla Governance impatta sul titolo, nonostante i risultati positivi e dopo un anno di crescita in Borsa

Neanche i numeri servono a placare le voci intorno alla Governance di Generali, che nonostante ottimi risultati raccontati nell’ultimo report semestrale, deve fare i conti ancora con i numerosi rumor legati a giochi di potere e di politica all’interno e all’esterno del Cda.

Generali: l’impasse sulla Governance impatta sul titolo nonostante i risultati positivi e dopo un anno di crescita in Borsa

Il Gruppo ha raddoppiato l'utile nel semestre, frutto anche proprio del lavoro dell'ad Philippe Donnet, protagonista sul malgrado delle indiscrezioni, che mostra soddisfazione però per i risultati non scontati, ma raggiunti. Nonostante le voci insistenti di alcuni azionisti che vorrebbero sollevarlo dall’incarico, Donnet ha visto comunque premiato il suo lavoro nell’ultimo Cda ed è pronto, dopo aver realizzato con successo due piani industriali, a presentarne un terzo il prossimo 15 dicembre. Gli organi di stampa comunque restano molto concentrati sulle ipotetiche pressioni e gli interrogativi all’interno del Cda e la messa in discussione di Donnet, secondo le voci, da parte di due importanti azionisti come Francesco Gaetano Caltagirone (al 5,6% del capitale), vicepresidente del gruppo e Leonardo Del Vecchio (al 4,8% del capitale).

 

Analisti: “Pressioni che potrebbero impattare sul titolo in Borsa”

A far preoccupare Il Gruppo e quindi anche il Cda, potrebbe essere ora l’allarme lanciato da alcuni analisti che attribuiscono proprio a queste voci di malumori interni, il titolo debole di Generali in Borsa (che oggi ha chiuso a 16,6 euro con un assestamento dello 0,6%), nonostante gli ottimi risultati appena presentati. Le pressioni di alcuni azionisti sulla Governance potrebbero limitare la performance del titolo Generali nonostante i suoi multipli non elevati e la visibilità sul dividendo. Ad affermarlo sono gli analisti di Intermonte in un report diffuso dopo l’uscita della semestrale, in cui riducono la raccomandazione sul titolo da outperform a neutral. “Generali ha performato bene da inizio anno e ha iniziato a soffrire da quando il rinnovo del Cda si è scaldato. -  spiega Intermonte - Riteniamo che l'attuale Ceo Donnet abbia conseguito buone prestazioni operative e negli ultimi 12 mesi il titolo abbia recuperato parte della sottoperformance  rispetto ai concorrenti europei”. Riteniamo che alcuni azionisti stiano spingendo per accelerare la crescita esterna e potrebbero voler cambiare il top management. In questo contesto riteniamo improbabile una sovraperformance del titolo nonostante i multipli di settore poco impegnativi e la visibilità sul dividend yield a partire dalla distribuzione di 0,45 euro per azione nel quarto trimestre”, aggiunge Intermonte, che rimarca: “La  Governance resta un tema aperto e può limitare la  performance del titolo. La conferma di Donnet non è certa, ci sarà molta attenzione su ciò nei prossimi mesi, distraendoci dalla performance operativa”. Sulla stessa lunghezza d’onda Oddo BHF: "Generali mantiene un bilancio molto solido e una forte redditività tecnica. Pensiamo sempre – affermano gli analisti - che l'acquisizione di Cattolica sia strategicamente e finanziariamente interessante per il gruppo. Speriamo che il mandato del Ceo Philippe Donnet sia rinnovato alla prossima assemblea”, affermano gli esperti.

27 settembre: la data utile per le liste

Non sappiamo se questi report dei vari analisti potranno influire sulle prossime scelte all’interno del Gruppo, soprattutto in mancanza di dichiarazioni ufficiali dei diretti interessati. Una data calda per risolvere questi intrecci sarà sicuramente quella del prossimo 27 settembre quando tutti gli azionisti, come deciso dal board di lunedì scorso, discuteranno della possibilità per il Cda di Generali di presentare una propria lista. Qui potremmo vedere la contrapposizione di Mediobanca (azionista al 12,97% del capitale del Gruppo) alla fazione Caltagirone-Del Vecchio, che secondo i bene informati, punterebbero a guadagnare spazio e consensi nella compagnia assicurativa di Trieste.

 

 

 

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