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Istat, cresce la fiducia nelle imprese. È il valore più alto di sempre

Il clima di aperture ha fatto bene alla nostra economia. Ora preoccupa il ritorno alle restrizioni

28 Luglio 2021

Istat, cresce la fiducia nelle imprese. È  il valore più alto di sempre

laptop, firma (Pixabay)

Cresce la fiducia nelle imprese, ed è il valore più alto di sempre: lo racconta l'Istat, durante la presentazione degli ultimi dati sulla ripresa economica. A contribuire, come precisa l'ente di statistica nazionale, il clima positivo delle riaperture. Problematica quindi la questione delle restrizioni per arginare i contagi, che potrebbero inficiare sulla performance della nostra economia.

Istat, cresce la fiducia nelle imprese. È il valore più alto di sempre

A luglio l'indice del clima di fiducia delle imprese migliora raggiungendo il valore più elevato di tutta la serie storica, che risale a marzo 2005. Ma non solo: secondo quanto annunciato dall'Istat, anche l'indice di fiducia dei consumatori continua a salire e registra un massimo da settembre 2018. L'Istat stima che l'indice del clima di fiducia dei consumatori sia salito a luglio da 115,1 a 116,6, mentre quello della fiducia delle imprese da 112,8 a 116,3. "I servizi registrano un rialzo marcato della fiducia superando decisamente i livelli precedenti la crisi", ha raccontato un rappresentante dell'ente.

Per quello che riguarda la fiducia dei consumatori, l'Istat spiega che la crescita dei valori "è trainata soprattutto dal deciso miglioramento dei giudizi sia sulla situazione economica generale sia su quella personale" mentre risultano in lieve calo le attese. In particolare, tutte le componenti dell'indice di fiducia dei consumatori sono in crescita ad eccezione di quella futura: il clima economico passa da 126,9 a 129,6, quello personale sale da 111,1 a 112,2, quello corrente aumenta da 108,1 a 111,9; invece il clima futuro scende da 125,5 a 123,5.

In quanto alle imprese, si stima un miglioramento della fiducia in tutti i comparti oggetto di rilevazione. Nelle costruzioni, nei servizi e nel commercio al dettaglio l'indice aumenta decisamente (rispettivamente da 153,6 a 158,6, da 107,0 a 112,3 e da 107,2 a 111,0) mentre l'incremento è più contenuto nel comparto manifatturiero (da 114,8 a 115,7).

I punteggi variano poi da settore a settore: nell'industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini e le scorte sono giudicate in diminuzione; le attese sulla produzione sono in lieve calo. Per quanto attiene alle costruzioni, tutte le parti dell'indice sono in miglioramento. In relazione ai servizi di mercato, i giudizi sugli ordini e quelli sull'andamento degli affari segnalano un netto recupero. Nel commercio al dettaglio, i giudizi e le attese sulle vendite sono in netto miglioramento. La fiducia cresce in entrambi i circuiti distributivi analizzati: nella distribuzione tradizionale l'indice passa da 101,7 a 104,6 e nella grande distribuzione sale da 109,0 a 112,8. L'Istat rileva infine che sulla base delle domande trimestrali presenti nel questionario dell'indagine manifatturiera, a luglio cresce dunque la quota di imprese manifatturiere che lamenta insufficienza degli impianti o mancanza di materiali come principali ostacoli alla produzione.

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