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Superbonus 110 Agenzia delle entrate: controlli e sanzioni, ecco cosa serve

I controlli dell'Agenzia delle entrate prevedono verifiche su una serie di documenti fiscali, ecco quali conservare per non incorrere in sazioni

01 Luglio 2021

Superbonus 110 Agenzia delle entrate: controlli e sanzioni, ecco cosa serve

Il superbonus 110 coinvolge diverse entità, tra cui l'Agenzia delle entrate, che provvede a sua volta con controlli e sanzioni in caso di illeciti. Per adempiere a tutte le verifiche necessarie bisogna ben tenere a mente quali documenti è importante conservare e avere a portata di mano in caso di controlli. Ecco quali sono.

È bene iniziare precisando che l'Agenzia delle entrate non si occupa di tolleranze costruttive, abusi edilizi e accertamenti di carattere urbanistico. La verifica di questo tipo di documentazione spetta ad altri, ovvero Forze dell'ordine e Comune. Nel caso delle irregolarità fiscali si parla invece di un fascicolo di documenti diverso, necessario a convalidare l'entità degli importi detratti grazie alle agevolazioni del superbonus.

Superbonus 110 Agenzia delle entrate: ecco cosa serve

Il Fisco verifica la sussistenza dei requisiti che danno diritto all'agevolazione (come ad esempio il rispetto dei limiti di spesa e la correttezza dei documenti predisposti), per cui svolge un esclusivo ruolo di verifica documentale. Può invece agire per il recupero degli importi illegittimamente detratti a seguito di interventi abusivi, ma solo ed esclusivamente qualora riceva una segnalazione di abuso da parte del Comune in cui l'intervento è stato realizzato (ex art. 49, comma 2, T.U. dell'Edilizia).

A tale riguardo è bene evidenziare che i poteri degli uffici dell'Agenzia delle Entrate, richiamati dagli artt. 31 e seguenti del dpr 600/1973, riguardano esclusivamente accertamenti di carattere documentale, fiscale e/o tributario, non di certo accertamenti di carattere urbanistico.

Superbonus 110 Agenzia delle entrate: i documenti da ricordare 

I documenti che l'Agenzia delle entrate provvede a chiedere sono contenuti nella circolare n. 24/E dell'8 agosto 2020 e riguardano le seguenti certificazioni:

  • dichiarazione di consenso ai lavori del proprietario, se i lavori sono stati effettuati dal detentore dell'immobile, oppure delibera dell'assemblea condominiale, se sono stati effettuati lavori su parti comuni degli edifici (in questo caso il documento è sostituibile con la certificazione rilasciata dall'amministratore di condominio);

  • fatture o ricevute fiscali, come prova delle spese sostenute per la messa in opera degli interventi;

  • ricevute dei bonifici bancari o postali, con le quali le persone fisiche (o i condomini) hanno pagato i lavori;

  • asseverazione tecnica trasmessa all'ENEA nel caso degli interventi di miglioramento energetico;

  • asseverazione tecnica prevista per gli interventi antisismici.

È inoltre importante ricordare che tali controlli tendono a essere effettuati avanti nel tempo, poiché con le novità del decreto Semplificazioni basta la CILA per dare inizio ai lavori. Se la pratica è ben istruita con tutti i documenti in regola, l’Agenzia delle entrate utilizzerà controlli ordinari senza ripercussioni.

Superbonus 110%, proroga al 2023: ultima bozza del Pnrr

Il Superbonus 110% introdotto dal Dl rilancio sarà esteso dal 2021 al 2023. E' quanto si legge nella bozza di Pnrr. "Per far fronte ai lunghi tempi di ammortamento delle ristrutturazioni degli edifici, per stimolare il settore edilizio, da anni in grave crisi, e per raggiungere gli obiettivi sfidanti di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni al 2030, si intende estendere la misura del Superbonus 110% recentemente introdotta dal 2021 al 2023", spiega il documento che spegne così le più recenti polemiche e sopisce i timori delle imprese di settore.

Il sostegno sarà fornito in forma di detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute, usufruibili in un periodo di 5 anni e disponibili per chi intende effettuare ristrutturazioni energetiche e antisismiche degli edifici residenziali. La misura prevede inoltre l’introduzione di strumenti finanziari come la “cessione del credito” e il “pagamento anticipato” per agevolare gli ingenti investimenti iniziali.

La misura riguarda interventi effettuati su zone comuni, su unità immobiliari funzionalmente indipendenti e unità plurifamiliari con uno o più accessi indipendenti dall’esterno, nonché su singole unità immobiliari. Sono inclusi nella misura numerosi interventi, quali soluzioni per l’isolamento, infissi efficienti, sostituzione di sistemi di riscaldamento e condizionamento e installazione di impianti per la generazione di energia rinnovabile. L’ammissibilità degli interventi è condizionata ad un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, dimostrabile tramite il confronto con l’attestato di prestazione energetica (Ape) prima e dopo l’intervento, equivalente ad un risparmio energetico medio di circa 240 kWh/mq e ad un risparmio minimo atteso del 30-40%.

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