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Ex Ilva Taranto, ultime notizie: il CdS ribalta la sentenza

"L'ordinanza del sindaco di Taranto non è legittima per assenza di pericolo imminente" ha stabilito il Consiglio di Stato. Avanti tutta grazie al Pnrr

23 Giugno 2021

Ex Ilva Taranto, ultime notizie: il CdS  frena allo stop degli impianti

Ultime notizie sulla ex Ilva di Taranto: Roma frena lo stop agli impianti. Il Consiglio di Stato ha così respinto l'ordinanza del sindaco di Taranto, considerata illegittima per "assenza di pericolo imminente".

Alla luce del pronunciamento del CdS sull’ex Ilva, che chiarisce il quadro operativo e giuridico, il Governo procederà in modo spedito su un piano industriale ambientalmente compatibile e nel rispetto della salute delle persone", ha affermato il Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. "L'obiettivo, spiega in una nota, è rispondere alle esigenze dello sviluppo della filiera nazionale dell’acciaio accogliendo la filosofia del Pnrr recentemente approvato."

Ex Ilva Taranto, ultime notizie: la decisione del CdS

L’ordinanza del sindaco di Taranto sulla chiusura dell'ex Ilva era stata emessa a seguito di episodi di emissioni di fumi e gas nell’agosto 2019 e nel febbraio 2020. Le successive verifiche ambientali e sanitarie avrebbero suffragato la richiesta del sindaco, così anche il Tar della Puglia. La sezione distaccata di Lecce, pronunciandosi in primo grado sul ricorso delle due società, lo aveva infatti respinto a seguito di un’approfondita istruttoria. Le società affermavano che andasse escluso ogni spazio di intervento del sindaco, in quanto i rimedi predisposti dall’ordinamento sarebbero idonei a far fronte a qualunque possibile inconveniente.

Il Consiglio di Stato si è espresso contro la tesi principale delle società appellanti. Ha, però, ritenuto che l'insieme degli interventi attribuiti in merito alla tutela della salute e dell'ambiente fosse tale da limitare il potere di ordinanza del sindaco. "Premesso che l’accertamento giudiziale doveva concentrarsi unicamente sulla legittimità dell’ordinanza del sindaco senza poter estendersi alle annose e travagliate vicende che hanno interessato lo stabilimento ex Ilva (oggetto di un piano di adeguamento adottato in base alla legislazione speciale post-2012, le cui tempistiche sono già state considerate legittime dal Consiglio di Stato con due pareri del 2019), scrive il Cds in una nota, la Sezione ha ritenuto che in concreto il potere di ordinanza d’urgenza fosse stato esercitato in assenza dei presupposti di legge".

Secondo il CdS non emergono o sussistono "fatti, elementi o circostanze tali da evidenziare e provare adeguatamente che il pericolo di reiterazione degli eventi emissivi fosse talmente imminente da giustificare l’ordinanza contingibile e urgente, oppure che il pericolo paventato comportasse un aggravamento della situazione sanitaria in essere nella città di Taranto, tale da indurre ad anticipare la tempistica prefissata per la realizzazione delle migliorie' dell’impianto".

Prosegue il Consiglio di Stato  nel comunicato: "Pur senza negare la grave situazione ambientale e sanitaria da tempo esistente nella città di Taranto, già al centro di vicende giudiziarie penali e di una sentenza di condanna dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti Umani (relativa però alla precedente gestione dello stabilimento, rispetto alla quale le misure intraprese negli ultimi anni hanno segnato 'una linea di discontinuità'), si è concluso che 'nella specie il potere di ordinanza abbia finito per sovrapporsi alle modalità con le quali, ordinariamente, si gestiscono e si fronteggiano le situazioni di inquinamento ambientale e di rischio sanitario, per quegli stabilimenti produttivi abilitati dall’A.I.A.”. Per il CdS non emerge, quindi, "Un pericolo ulteriore rispetto a quello ordinariamente collegato allo svolgimento dell’attività industriale."

Ex Ilva, i fondi del recovery Plan per risanare il polo industriale di Taranto

Il 22 giugno è stato approvato a Bruxelles il Pnrr italiano. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza destinerà dei fondi anche al polo industriale di Taranto, con l'obbiettivo di bonificare e rilanciare l'area. È quanto era emerso dal confronto con il ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che aveva confermato la presenza dei progetti di bonifica dell’area dell’ex Ilva di Taranto nel Recovery plan. L'utilizzo dei fondi prevede il finanziamento di opere infrastrutturali entro e non oltre il limite del 2026 stabilito dal programma Next generation Eu. "Ci sono misure riguardanti le aree di riconversione e fondi per le bonifiche", aveva precisato Cingolani nel corso della trasmissione di La7 Piazzapulita rispondendo a una domanda del conduttore Corrado Formigli sul destino del polo siderurgico ionico.

Per l'ex Ilva sarebbero inoltre previste la riconversione attraverso nuove tecnologie a basso impatto ambientale. Il ministro Cingolani ha anticipato che "il primo passo consisterà nell’elettrificazione dell’altoforno con maggiore capacità". E ha aggiunto: "Quasi tutti i Paesi del mondo sono d’accordo sul fatto che entro il 2025 dovremo cercare di eliminare il carbone. Gli altiforni saranno elettrici. Poi, per esempio, il passaggio dal metano all’idrogeno dipenderà dalla nostra bravura nell’effettuare la transizione ecologica. E tutto questo deve essere realizzato  primariamente nella città dei due mari."

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