Mercoledì, 19 Maggio 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

A2A, Mazzoncini: “Investire nelle infrastrutture per l’economia circolare, vera emergenza del pianeta”

Il CEO della società ha partecipato alla prima edizione del forum interattivo "Costruiamo il futuro, adesso", organizzato da M&G

28 Aprile 2021

A2A cresce nel fotovoltaico. Acquisito il più grande portafoglio merchant di impianti in Italia

A2A, Mazzoncini: “Investire nelle infrastrutture per l’economia circolare, vera emergenza del pianeta”

Si è svolta la prima edizione di Costruiamo il futuro, adesso, il forum interattivo che ha analizzato i temi chiave del 2021: infrastrutture, economia circolare e transizione energetica.

Tra i protagonisti Alex Araujo, gestore di M&G (Lux) Global Listed Infrastructure e Manuel Pozzi, Investment Director del Team Italia di M&G. Ospite d’eccezione, Renato Mazzoncini, CEO di A2A per raccontare l’esempio virtuoso di transizione green che sta vivendo un’importante azienda italiana.

Mazzoncini:” A gennaio abbiamo lanciato un piano industriale in A2A che prevede 16 miliardi di investimento, in cui si cercheranno di mettere a terra i pilastri di questa transizione ecologica”

“Per poter occuparsi davvero della transizione ecologica e quindi di economia circolare e della transizione energetica,  occorrono infrastrutture, - afferma Renato Mazzoncini, CEO di A2A - alla fine un campo eolico, solare, un impianto per il trattamento dei rifiuti per trasformarli in energia, per trasformare un rifiuto umido urbano in biometano, oppure per il riciclo della plastica, sono a tutti gli effetti infrastrutture. Quindi è molto importante dire che aziende come A2A sono sostanzialmente aziende che investono in infrastrutture per la transizione ecologica. Il vero tema fondamentale è che le infrastrutture sono, per loro natura, investimenti a lungo periodo ed è fondamentale che siano investimenti che dal punto di vista strategico abbiano una chiara visione e centrino la visione del futuro, questo li consentirà di avere una corretta remunerazione. Noi a gennaio di quest’anno, prima del Recovery Plan, abbiamo lanciato un piano industriale in A2A che prevede 16 miliardi di investimento in questa decade chiave, in cui si cercheranno di mettere a terra i pilastri di questa transizione ecologica. Questo vuol dire triplicare gli investimenti rispetto al passato. Il piano industriale prevede sostanzialmente il raddoppio dell’Ebitda e degli investimenti che passano da una media di seicentocinquanta milioni di euro all’anno, a un miliardo e sei all’anno prendendo i sedici miliardi e dividendoli per dieci. Tutta Europa, tutta la ripresa del Recovery e quella mondiale, passerà per gli investimenti per il futuro per le nostre nuove generazioni, in transizione ecologica e in economia circolare quindi la corrente è a favore, bisogna navigare bene però. Questo vuol dire che ai nostri 16 miliardi, che facciamo con il nostro flusso di cassa, si potranno unire gli investimenti che arriveranno dal Recovery. Noi abbiamo ben otto miliardi di investimenti in settori chiave del Recovery come l’economia circolare, energie rinnovabili, efficienza energetica, teleriscaldamento, mobilità elettrica e acqua. Siamo in contatto in questo periodo con il nuovo ministro della transizione ecologica Cingolani, che sta definendo settori dove verranno allocate le risorse del Recovery. Questo verrà fatto tramite bandi a cui parteciperanno le aziende che saranno in grado di mettere a terra gli investimenti entro il 2026 e non sono tante quelle attrezzate per investimenti così grossi. Oggi A2A è una delle aziende, è il primo player in tutto il mondo dell’ambiente in Italia, il secondo player nell’energia e ha la struttura tecnica per riuscire a realizzare gli investimenti. Siamo molto ottimisti, in questo momento c’è un accelerazione molto forte in investimenti in transizione energetica, quindi impianti solari, eolici e simili, perché abbiamo trovato la soluzione in campo tecnico, sappiamo cosa fare, c’è solo da realizzarli. Nel 2050 il problema dell’energia non ci sarà più. Quello su cui ci sarà da investire sarà l’economia circolare. Non abbiamo ancora risolto perché ci vogliono forti investimenti sulla parte dell’industria, chi realizza i prodotti deve ottimizzare lo smaltimento e il riciclo, oltre ai costi di produzione e non lo stanno ancora facendo. E poi c'è tutta la parte downstream, non possiamo mandare tutti i prodotti in discarica, dobbiamo recuperare il 65% a materia, riciclo e dobbiamo recuperare il resto in energia. Su questo servono impianti e c’è tantissimo da lavorare, ad esempio la maggior parte dell’acqua del pianeta che viene utilizzata non viene depurata. Per questo sono convinto che nella prossima decade in particolare ci saranno investimenti enormi perché è la vera emergenza del pianeta. Il focus tra il 2021 e il 2025 sarà sulle energie rinnovabili ma immediatamente dopo gli investimenti e i fondi, dovranno per forza spostarsi nelle infrastrutture per l’economia circolare, ripeto la vera emergenza del pianeta.”

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti