Al via “Poli BPER – Un sistema di patrimonio diffuso” che collega le sedi di Modena, Ferrara e L’Aquila in una rete culturale condivisa
Fabio Cerchiai (Presidente di BPER): “Il progetto dei Poli culturali nasce dalla volontà di trasformare importanti collezioni autonome ed edifici storici di grande pregio in un patrimonio diffuso, condiviso e accessibile”
Prende il via il progetto “Poli Culturali BPER. Un Sistema di Patrimonio Diffuso”, che connette le sedi storiche del Gruppo a Modena, Ferrara e L’Aquila, trasformandole in luoghi dedicati alla conservazione, allo studio e alla restituzione pubblica del patrimonio artistico e architettonico della corporate collection della banca.
Coordinati da La Galleria BPER, i tre Poli Culturali inaugurano un sistema unitario che mette in rete collezioni, edifici, storie e comunità, rendendo accessibile un patrimonio di grande rilevanza raccolto nel corso della storia della banca. Il progetto rappresenta un unicum nel panorama culturale nazionale, per la combinazione di patrimonio d’impresa, architettura storica e restituzione pubblica diffusa.
I Poli Culturali sono parte della strategia di BPER che riconosce nella cultura una leva per la crescita sociale ed educativa dei territori. L’apertura delle sedi storiche, la restituzione delle opere al pubblico e l’attivazione di programmi educativi contribuiscono a un’offerta diffusa, inclusiva e accessibile, in cui conoscenza, bellezza e memoria diventano strumenti di partecipazione e sviluppo.
Il patrimonio artistico di BPER, composto da oltre 2.500 opere - nuclei provenienti dalle banche incorporate nel tempo, collezioni nate in territori differenti e architetture che testimoniano epoche, identità locali e patrimoni civici - è stato progressivamente valorizzato dal 2017 con La Galleria BPER attraverso restauri, mostre e progetti educativi. La Pinacoteca di Modena rappresenta il centro di questa attività, affiancata da iniziative diffuse nelle città di Brescia, Genova, Milano, Venezia e Sondrio, con 27 mostre all’attivo e più di 60.000 visitatori.
Il progetto dei Poli Culturali si inserisce anche in una più ampia strategia di valorizzazione del patrimonio immobiliare del Gruppo, orientata al recupero e alla rifunzionalizzazione degli spazi. Alla sede espositiva di Modena, in Palazzo San Carlo, centro della direzione scientifica e progettuale, sede storica della banca e primo spazio espositivo de La Galleria BPER, si aggiungono due nuovi edifici storici: Palazzo Farinosi-Branconio a L’Aquila, simbolo della rinascita post-sisma, la cui inaugurazione è prevista per quest’estate e che presenterà il nucleo dell’arte del Centro e Sud Italia, con opere dal Rinascimento al primo Novecento e Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara, che verrà inaugurato il prossimo autunno e che ospiterà un percorso dedicato alla pittura ferrarese ed emiliana dal Quattrocento al Novecento.
I Poli Culturali BPER offrono l’opportunità di conferire al patrimonio immobiliare una nuova funzione pubblica. Interventi di restauro scientifico, recupero architettonico e cambio di destinazione d’uso, si combinano con il patrimonio artistico e diventano luoghi aperti per offrire cultura ai territori. Gli edifici vengono così trasformati da sedi istituzionali a presìdi culturali aperti, capaci di generare valore sociale e diventare centri di aggregazione per i territori, in una logica di rigenerazione urbana e sociale.
Fabio Cerchiai, Presidente di BPER, ha dichiarato: “Il progetto dei Poli Culturali nasce dalla volontà di trasformare importanti collezioni autonome ed edifici storici di grande pregio in un patrimonio diffuso condiviso e accessibile. È una testimonianza della nostra responsabilità verso i territori e un invito a rileggere la memoria come materia viva, capace di generare futuro.”
Il progetto affianca inoltre la strategia ESG del Gruppo, configurando la cultura come leva di impatto sociale, capace di favorire inclusione, educazione e partecipazione, anche grazie a collaborazioni con istituzioni culturali e realtà dei territori.
Con i Poli Culturali, BPER Banca rafforza il proprio ruolo di attore culturale nazionale, promuovendo la tutela, la valorizzazione e la restituzione pubblica del patrimonio e costruendo nuovi spazi di incontro tra persone, opere e città.