Genova celebra con una mostra a Palazzo Ducale Anthony Van Dyck, il pittore fiammingo che stregò l'aristocrazia

Sono esposti fino al 19 luglio circa sessanta capolavori dell'artista in arrivo dai grandi musei europei

Un viaggio nel Seicento per conoscere le tante sfumature di un celebre pittore. Palazzo Ducale di Genova ospita presenta la più grande mostra degli ultimi 25 anni dedicata a un nome assai rappresentativo della storia dell'arte internazionale, Anthony Van Dyck, che riuscì a stregare l'aristocrazia. L’unicità della retrospettiva  si deve al numero straordinario di sue opere (58 capolavori in dieci sezioni tematiche), prestate da autorevoli musei d’Europa, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e la National Gallery di Londra, e italiani, tra cui la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino, oltre che da prestigiose fondazioni e collezioni internazionali, quali la belga Phoebus e la portoghese Gaudium Magnum. Sono esposte opere del periodo italiano tra il 1621 e il 1627, in cui Genova ebbe un ruolo centrale, ma anche numerose opere eseguite nei diversi momenti della carriera del pittore, nelle Fiandre, sua patria, e a Londra, dove venne chiamato a lavorare per il re Carlo I d’Inghilterra. La mostra propone un viaggio alla scoperta del Van Dyck di “tre patrie” e di “tre stagioni” distinte, proposte tematiche che testimoniano come la sua arte sia stata in grado di adattarsi e di maturare. Ma soprattutto di conquistare il gusto e il favore di tutti, allora come oggi. In esposizione troviamo tele di notevoli dimensioni, per immergere il visitatore in vere e proprie scene teatrali, piene di colori, di personaggi, di suggestioni. Il visitatore scoprirà il Van Dyck delle opere sacre: un mix di teatro e pathos.