Guerra Segreta per il Petrolio - parte IV - Venezuela la repubblica del petrolio
Oltre un secolo di tensioni
Juan Pablo Perez Alfonzo (1903 -1981), politico e diplomatico venezuelano, nonchè uno dei padri fondatori dell' Opec ( Organization of the Petroleum Exporting Countries, cartello intergovernativo fondato nel 1960 durante la Conferenza di Bagdad) :" Il petrolio non è l'oro nero, è l'escremento del diavolo". Fece questa affermazione quando si accorse che l'afflusso di petroldollari stava distorcendo l'economia e la società del suo paese. Perez Alfonso desiderò mettere in guardia il suo paese in merito alla " Maledizione delle risorse". Ovvero i paesi con abbondanti risorse naturali corrono il rischio di avere istituzioni meno democratiche. Inoltre la facilità di guadagno con il greggio portò il Venezuela a trascurare l' agricoltura e l'industria manifatturiera, portando all' " Abbandono delle altre industrie", rendendo così il paese dipendente dalle importazioni. Altro tema scottante è la " Corruzione". L'enorme quantità di denaro gestita dallo stato alimentò clientelismo e sprechi, corrompendo il tessuto morale e politico della nazione. Lo precedette l'intellettuale Arturo Uslar Pietri in un editoriale del 1936 quando usò il termine : " Seminare il petrolio". Con quello slogan Pietri intendeva che la ricchezza petrolifera del Venezuela era transitoria e che lo Stato avrebbe dovuto " seminare" i proventi dell'industria petrolifera, investendoli in istruzione, agricoltura ed infrastrutture per creare un 'economia solida che potesse permettere al paese di sopravvivere senza il greggio. Purtroppo il paese è citato come l'esempio di un stato che non è riuscito a mettere validamente a frutto quella fortuna. Comunque la storia del petrolio in Venezuela è una epopea che spazia dalla ricchezza estrema a crisi profonde. Prima dell'arrivo degli spagnoli, i popoli indigeni utilizzavano il bitume, lo chiamavano " mene" per impermeabilizzare le canoe. Nel 1878 nacque la Petrolia del Tachira, la prima compagnia petrolifera venezuelana, fondata dopo un terremoto, che fece fuoriuscire petrolio sui terreni di una fattoria di caffè. Ma è nel 1914 con la scoperta del pozzo Zumaque che inizia l'era commerciale. Il 1922 fu un altro anno importantissimo, in quanto venne scoperto l'immenso potenziale del bacino di Maracaibo quando il soffione del pozzo Los Barros spruzzò petrolio per nove giorni consecutivi. Ma è con la dittatura del Generale Juan Vincente Gomez ( 1857-1935) che iniziò l'epoca delle " Sette Sorelle" ( tale nome fu coniato da Enrico Mattei per indicare le compagnie petrolifere che con l'accordo segreto firmato nel 1928 - Accordo di Achnacarry- controllavano quasi l'intera produzione, raffinazione e distribuzione del petrolio mondiale). Le sette aziende erano : Standard Oil, diventata poi Exxon, Royal Durch Shell, ora Shell, Anglo Persian Oil Company, diventata poi British Petroleum, Standard Oil of New York, diventata Mobil, poi fusa con Exxon, oggi Exxon Mobil, Standard Oil of California, poi Chevron, Gulf Oil, in gran parte assorbita da Chevron e Texaco, anch'essa conflluita in Chevron. Il potere delle " Sette Sorelle" in Venezuela fu enorme, crearono di fatto una sorta di stato nello stato. Il risentimento verso questa ingerenza straniera portò Perez Alfonzo a lottare per la creazione dell' Opec. Ma torniamo agli inizi. Se Gomez fu il " padrone politico" del Venezuela, Henry Deterding (1866 ad Amsterdam - 1939 a St. Moritz) ne fu il " padrone economico" per circa trent'anni. Con la Royal Dutch Shell ebbe il coraggio di sfidare il monopolio americano dei Rockfeller. Deterding fu un personaggio particolare. Fu un grande ammiratore dei regimi autoritari europei, un grandissimo anticomunista; sostenne l'ascesa del Nazional Socialismo, cosa che portò il consiglio di amministrazione della Shell a chiederne le dimissioni. In sostanza quando la Standard Oil era impegnata in battaglie legali negli Stati Uniti, dove il governo l'aveva costretta a dividersi in compagnie più piccole per violazione delle leggi anti trust, Deterding fu velocissimo e si aggiudicò i terreni migliori, praticamente quasi tutto il bacino del Lago di Maracaibo. Quando gli americani si svegliarono, la Shell aveva già i terreni migliori. Deterding fu anche abilissimo nel corteggiare il dittatore Juan Vincente Gomez. In seguito capì che la lotta con gli americani creava danni a tutti, così Deterding invitò ad una cena, nel suo castello in Scozia, i nemici americani, proponendo che la Shell e la Standard Oil si sarebbero divisi i profitti. L'idillio per le compagnie straniere in Venezuela si ruppe nel 1976 con la nascita della PDVSA ( Petroleos de Venezuela S.A.). In sostanza il governo nazionalizzò l'industria . Per 25 anni la PDVSA fu un modello di efficienza. Veniva gestita come un 'azienda privata. Era considerata come la miglior compagnia petrolifera al mondo. Poi entrò in scena Hugo Chavez che vedeva la PDVSA come uno stato nello stato. Nel 2003 licenziò in diretta Tv quasi 18.000 dipendenti, sostituendoli con tecnici, geologi, ingegneri fedeli alla sua rivoluzione. Poi senza i tecnici formati alla scuola di Deterding e della vecchia PDVSA, a causa delle sanzioni e della corruzione, la produzione crollò. Oggi la situazione è paradossale. Il Paese ha le riserve più grandi al mondo ( circa 300 miliardi di barili) ma le sue infrastrutture sono in rovina. Poi nel 2017 vi furono le sanzioni durissime per fare pressioni sul governo di Nicolas Maduro, il successore di Chavez. Senza il mercato occidentale, il Venezuela ha dovuto cercare " nuovi soci" e si è rivolto a Iran, Cina e Russia. L'Iran ha inviato navi cariche di diluenti per fare diventare il petrolio venezuelano meno denso. La Cina è diventata il principale acquirente di petrolio venezuelano, spesso scambiandolo con la cancellazione degli enormi debiti accumulati dal Venezuela negli anni precedenti. La Russia ha fornito supporto logistico e finanziario tramite la sua compagnia Rosfneft, finchè le sanzioni non hanno colpito anche la Russia. Nel 2018 vi fu " l'incidente dei droni" . Durante una parata militare a Caracas due droni carichi di esplosivo sono esplosi vicino al palco di Maduro. Il governò accusò l'opposizione e potenze straniere. Poi nel 2020 vi fu " l' Operazione Gedeon" per catturare Maduro. Fu tentata un 'incursione via mare, organizzata da una società di sicurezza privata, con sede in Florida ed alcuni disertori venezuelani. L'operazione fallì. Arrivando al gennaio 2026 quando gli Stati Uniti hanno condotto " l' Operazione Absolute Resolve" con un raid aereo e terrestre su vasta scala a Caracas. L'obbiettivo fu la cattura di Maduro, basata su mandati di arresto federali statunitensi per narcotraffico e terrorismo, risalenti al 2020. Gli Stati Uniti ed alcuni alleati hanno considerato l'azione necessaria per ripristinare la democrazia in Venezuela, ma altri paesi ed organizzazioni internazionali hanno duramente condannato l'intervento come violazione della sovranità nazionale e del diritto internazionale. Ad oggi la procura statunitense ha rimosso dai documenti la dicitura specifica che indicava Maduro come leader del " Cartel de los Soles". In realtà quel nome indicava un modo gergale per definire la corruzione interna alle forze armate venezuelane e non indicava una organizzazione strutturata come quelle colombiane e messicane. L'accusa è stata quindi spostata verso un più ampio " sistema di corruzione" e favoreggiamento del traffico di cocaina. Maduro e la moglie continuano ad essere detenuti in un carcere a Brooklyn e si sono dichiarati " non colpevoli". Dopo l'arresto di Maduro, la gestione del petrolio venezuelano ha subito una trasformazione radicale, passando da un controllo statale centralizzato ad una massiccia apertura verso i mercati internazionali ed i capitali privati. L' Assemblea Nazionale del Venezuela, sotto la guida del presidente ad interim, Delcy Rodriguez, ha approvato una profonda riforma della Ley Organica de Hidrocarburos. Per la prima volta, dopo decenni, il settore è stato completamente aperto alla partecipazione di imprese straniere e nazionali. In sostanza lo stato non detiene più obbligatoriamente la maggioranza nelle joint venture, permettendo alle compagnie, come Chevron, Shell, Trafigura e Vitol, di operare con maggiore autonomia. Gli Stati Uniti hanno rimosso gran parte delle sanzioni che bloccavano l'export venezuelano per favorire la stabilità del mercato globale, specialmente nel contesto del conflitto in corso con l' Iran. I ricavi del petrolio non confluiscono direttamente alla PDVSA , ma vengono convogliati attraverso conti controllati dagli Stati Uniti. Questo a garanzia che non vengano utilizzati per finanziare vecchie reti di potere o attività illecite. Vi è , inoltre , l'obbiettivo dichiarato di un incremento della produzione di almeno il 18% per il 2026. Il governo degli Stati Uniti ha concesso licenze generali a cinque grandi gruppi internazionali per operare, esplorare e vendere il greggio venezuelano, a condizione che i proventi siano versati in conti controllati. Le " Big Five" sono: Chevron ( Usa), Eni ( Italia), Repsol ( Spagna), Shell ( Regno Unito), BP ( Regno Unito). Impossibile non ricordare anche il ruolo di Enrico Mattei. E' ricordato principalmente per quello che all'epoca fu considerato " un sacrilegio" contro il cartello delle compagnie petrolifere. Ribaltò completamente gli equilibri degli introiti. Il meccanismo classico delle multinazionali americane e britanniche prevedeva che che l'azienda straniera estraesse il petrolio, pagando una piccola tassa ( royalty) al Paese ospitante. Mattei propose una formula in cui il Paese produttore non era un semplice spettatore, ma un socio paritario. Mattei è noto per il suo ruolo nel petrolio in Medio Oriente, ma giocò le sue carte anche in Venezuela. La sua scuola influenza ancora oggi l' approccio etico dell' Eni in Venezuela, che infatti viene vista come affidabile nel nuovo processo di transizione. Mattei in sostanza trasformò l'energia in uno strumento di riscatto per l' Italia e per i paesi produttori. Famosissimo l'accordo che Mattei, ad esempio, firmò con lo Scià di Persia, dopo la caduta di Mossadeq, che aveva nazionalizzato il petrolio iraniano. Gli accordi di Mattei lasciarono il mondo a bocca spalancata. Propose il rapporto 75/25, poichè l'Iran incassava il 50% di tasse sui profitti totali ed in più deteneva il 50% delle società di gestione, che gli garantiva un altro 25% di utili, lo stato arrivava ad incassare il 75% del valore dell'estratto. Veramente difficile non vedere i colossali interessi economici che hanno creato una guerra parallela senza esclusione di colpi. Si può tranquillamente affermare che la guerra segreta per il petrolio sia corsa in parallelo alle due Guerre Mondiali e continui anche oggi.
Vedi anche articoli su Storia in Rete Alexandro Rossi
Presidente Centro Studi Libere Identità Europee