Perchè il tecno-miliardario Peter Thiel ama il libro "La rovina di Kasch" di Roberto Calasso? Prove di rilettura
come il Potere oggi fatichi a trovare una sua giustificazione culturale, etica e spirituale che lo legittimi come nell'antichità
Peter Thiel ossia "l'occhio di Sauron", colui la cui azienda può entrare in qualsiasi computer e cellulare, colui che ha fondato uno dei sistemi di pagamento più utilizzati al mondo, appassionato di Apocalisse e colui che si presenta come il "Nuovo Ordine" che frena l'anticristo per via tecnologica ama uno dei libri più faticosi e colti di Roberto Calasso: La rovina di Kasch. Perchè? Per rispondere a questo legittima domanda occorre ricordare di cosa parla questo lungo e poderoso volume. Italo Calvino disse che parlava quasi solo di un politico francese anomalo: l'abate Talleyrand. Concordo e aggiungo: l'esoterista e dionisiaco Calasso in questo suo libro rivaluta anche un'altra figura insieme a Talleyrand: Joseph De Maistre, il paladino del legittimismo contro-rivoluzionario. Strano, no? Dal 1968 in poi l'esoterismo fa rima con il progressismo neo-dionisiaco. Che c'entra il principio di legittimità politica? Daltro canto l' "esoterismo di destra" appare anch'esso critico verso il potere tecnocratico. Nella "Rovina di Kasch" Calasso parla solo di una cosa: del sacrificio quale principio, valore, struttura stessa del reale, necessità ineluttabile. Un "sacrificio" inteso in senso post-cristiano e neo-pagano, vedico, rituale, cruento. In questa logica inquietante la differenza tra Rivoluzione e Tradizione si sfalda e si scolora: tutto diventa processualità dialettica dove le polarità opposte diventano gradualmente sempre polarità complementari, simmetriche, affini e analoghe nel loro profondo. Talleyrand viene esaltato proprio per il suo trasformismo che lo vide al vertice del Potere in Francia dall'assolutismo a Napoleone e fino al Congresso di Vienna. Un vero camaleonte che Calasso ri-valorizza quale "sacerdote del potere quale rito", maestro di stile, iniziato ad un Cerimoniale che si vuole fine a se stesso, auto-rito quale più profonda anima del Potere stesso. Un Talleyrand esaltato proprio perchè espressione di una forma vuota, universale e profondamente miscredente! Un libro è un vero e proprio "trattato sul sacrificio" quale istanza vitale e necessità per ogni elite di potere. Ecco il tema! Oggi il Potere è la Tecnica più avanzata che pretende di porsi quale Potere Totale attraverso un approccio culturale ambiguo e paradossale: da una parte la Tecnica quale sostituzione del sacrificio e dall'altra quale estremo Rito-Ordine dominante, ultima forma del sacrificio stesso il quale richiede il consenso delle sue vittime cioè le masse controllate e manipolate dalla stessa Tecnica che ora vuole avere anche un volto spirituale e una legittimazione più profonda di un puro materialismo pragmatico. Lo stesso problema lo ebbe Elisabetta I e lo risolse con Francesco Bacone, John Dee ed Eduard Kelly. Non è un buona notizia quindi questo punto di riferimento culturale di uno degli uomini più potenti al mondo in quanto l'esoterismo di Calasso è un esoterismo elitario, snob, dispotico e classista al massimo grado. Che sia Voltaire, De Maistre o Talleyrand per questa logica esoterica-magica-sincretistica poco importa: sono tutte maschere effimere di un Potere che si vuole Assoluto e fine a se stesso. Per questo la tecnocrazia di Thiel ha bisogno di culture come quella di Calasso: per possedere un'aura carismatica che vada oltre la pura tecnica e auto-fondarsi quale Nuovo Ordine mondiale. Non è facile per l'elite oggi tenere insieme l'illusione di una comunità e di una società in un tempo a-etico e post-cristiano. Non basta una verniciata di "vangelismo"... Una delle lezioni morali che possiamo trarne è che la Tecnica non può auto-legittimarsi e ha bisogno di altri valori per farlo. Nello stesso tempo questo libro ci aiuta a riflettere sul fatto che ogni controllo tecnico limita la libertà e impone delle scelte etiche, sempre. Altro che "Apocalisse": è il solito perenne problema dell'utopia di un Potere che vorrebbe imitare Dio auto-legittimandosi.