"Vieni", lirica tratta dalla raccolta ancora inedita di Massimo Triolo dal titolo "Di motivi non taciuti"

La lirica di Massimo Triolo per Il Giornale d'Italia tratta da una raccolta ancora inedita

Vieni nella fiamma, divoreremo la fiamma

Vieni in questo cuore bruciante, dissolvi il dubbio e il dolore,

dissolvi questa malattia così ordinaria

Vieni nella fiamma, mangeremo la fiamma,

vieni in questo regno igneo e solo, dissolvi l’abiura,

dissolvi le loro facce stanche e afflitte

Bruciamo assieme,

divoriamo tutto ciò che si può divorare

accendiamoci come micce sacre:

fuori dal perdono, senza perdono,

fuori da un regno guasto e gremito

fuori dalle nebbie della civiltà

Fino ai ruderi dell'adempimento,

fino ai giardini oltre il rimpianto,

e bruciamo il fuoco come se il fuoco fosse legna

Adattiamolo alla nostra visione,

risorgiamo sul delitto e sulle ceneri di ieri,

risorgiamo come la cuspide di un alba nuova

che trafigge il cielo,

che trafigge il cielo

E se il cielo è una palpebra malata,

il sole non ha luce né consistenza,

bruciamo anche il sole:

dettiamo la nostra visione al mondo intero,

scriviamo parole che deflagrano nella pagina,

scriviamo e riscriviamo il destino

Adattiamolo alla nostra visione,

nel fuoco, nel fuoco, nel fuoco

Che è puro e attende di essere arso

che è puro e attende di essere divorato

Quanto sei bella e eterna,

quanto sei bella e giusta

Risorgiamo assieme nelle fenditure del tempo

oltre ciò che è scritto

per riscrivere tutto nella nostra lingua

per riscrivere tutto,

per riscrivere tutto

e non dimenticare niente

di ciò che può essere scordato:

nel cuore di un fuoco esagitato e sacro,

bruciando,

bruciando ogni fibra di universo

per ricominciare i piani e i dettami

sulle tavole del tempo,

sulle tavole del tempo:

salvi dallo spreco

fuori dalle spine del ricatto,

fuori da un disegno ormai compiuto con calcolo esatto

nel fuoco, nel fuoco, nel fuoco

che è puro e attende di essere arso

Vieni dove io regno e niente è pallido e tutto è sacro,

dove tutto splende nel cuore della fiamma,

e il destino non è pietra, non è sogno, non è redenzione:

vita non violata,

che risorge più autentica di ciò che riempie la vista,

mai più vulnerabile

mai più vulnerabile come un fianco

mai più

Di Massimo Triolo