Gallerie d’Italia di Torino, apre la mostra “Nick Brandt The Day May Break – La luce alla fine del giorno”, dal 18 marzo al 6 settembre

Michele Coppola (Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia): “Le Gallerie d’Italia tornano a parlare di cambiamento climatico con un grande progetto di Nick Brandt"

Alle Gallerie d’Italia di Torino, apre la mostra “Nick Brandt The Day May Break – La luce alla fine del giorno”, dal 18 marzo al 6 settembre. A Torino dal 18 marzo al 6 settembre 2026, la mostra “Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno”, a cura di Arianna Rinaldo, un progetto espositivo dedicato a uno dei più importanti fotografi contemporanei attivi sui temi della crisi climatica e della distruzione ambientale.

Avviata nel 2020, in piena pandemia, The Day May Break è una serie globale in quattro capitoli che segna una nuova fase nella ricerca di Brandt. Il progetto ricalibra l’attenzione dell’artista su persone, animali e ambienti colpiti dalla distruzione ambientale in aree del mondo che risultano tra le meno responsabili del collasso climatico, ma che ne subiscono in modo sproporzionato le conseguenze.

Per la prima volta, alle Gallerie d’Italia – Torino, tutti e quattro i capitoli di The Day May Break sono presentati insieme, in un percorso immersivo di 63 immagini di grande formato che restituisce una visione al tempo stesso dura e poetica di ciò che resta e di ciò che, nonostante tutto, può ancora offrire speranza. Il quarto capitolo della serie è stato commissionato da Intesa Sanpaolo, a conferma dell’impegno della Banca sui temi della sostenibilità, della responsabilità sociale e della cultura come strumento di consapevolezza.

 Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia, afferma: “Le Gallerie d’Italia tornano a parlare di cambiamento climatico con un grande progetto di Nick Brandt. Presentiamo in anteprima a Torino la quarta tappa di un viaggio che per la prima volta viene svelato integralmente al pubblico. Quattro capitoli emozionanti che, grazie alla bellezza e alla monumentalità di potentissime immagini, aiutano a comprendere meglio le conseguenze della crisi climatica, senza rinunciare a una possibile “luce alla fine del giorno”. Il museo di Piazza San Carlo continua ad ospitare lavori originali, collaborando con i più importanti fotografi internazionali.”

 Nick Brandt (Londra, 1964) è un artista profondamente impegnato, con uno sguardo capace di coniugare rigore etico, forza narrativa ed eleganza formale. Dall’inizio degli anni Duemila, la sua pratica artistica si concentra sulla progressiva scomparsa del mondo naturale e sull’impatto devastante delle attività umane sugli esseri più vulnerabili del pianeta, persone e animali. Le sue immagini, di straordinaria bellezza, attraggono lo sguardo con un virtuosismo estetico che non attenua, ma anzi amplifica, la drammaticità della realtà rappresentata.

 Il lavoro di Nick Brandt si distingue per un metodo rigoroso e meticoloso: ogni capitolo è il risultato di mesi di preparazione, pianificazione e collaborazione con troupe locali che conoscono profondamente i territori e le comunità coinvolte. Le scene sono costruite con precisione, la luce e l’atmosfera nascono dall’attesa del momento perfetto e dalla capacità di rispondere agli elementi imprevedibili della natura. A queste fasi seguono lunghe settimane di stampa e selezione delle immagini, in un processo privo di scorciatoie, volto a stabilire un dialogo diretto e profondo con lo spettatore.

Chapter One, The Day May Break (2021), realizzato in Kenya e Zimbabwe, è ambientato in santuari per animali salvati dalla distruzione dell’habitat e dagli effetti del bracconaggio. Qui, animali e persone colpite dal cambiamento climatico – sfollate da cicloni devastanti o impoverite da siccità prolungate – sono ritratti insieme nello stesso fotogramma, in scene sospese e quasi surreali che raccontano una dignità condivisa e un comune senso di perdita.

Chapter Two, Sanctuary (2022), fotografato in Bolivia, prosegue questa riflessione su un altro continente. In un Paese di straordinaria biodiversità, oggi sempre più minacciato da incendi, alluvioni e siccità, Brandt ritrae persone e animali segnati dal collasso climatico, uniti da un destino comune affrontato con resilienza e dignità.

Con SINK / RISE, Chapter Three (2023), realizzato nell’arcipelago delle Fiji, l’artista guarda al futuro prossimo. I protagonisti delle immagini, fotografati sott’acqua mentre compiono gesti quotidiani, rappresentano le comunità che nei prossimi decenni perderanno terre, case e mezzi di sostentamento a causa dell’innalzamento del livello del mare. La bellezza dell’ambiente marino si accompagna a una tensione silenziosa: un presagio di perdita imminente.

Il percorso si conclude con The Echo of Our Voices, Chapter Four (2024), realizzato in Giordania su commissione di Intesa Sanpaolo, che ritrae famiglie di rifugiati siriani costrette a vivere in condizioni di sfollamento permanente. In un paesaggio desertico che diventa simbolo della scarsità d’acqua aggravata dal cambiamento climatico, Brandt restituisce immagini di forza collettiva, dignità e speranza, ponendo l’accento sulla resilienza e sul desiderio condiviso di un futuro migliore.

Una piccola sezione della mostra è dedicata al dietro le quinte del lavoro di Nick Brandt, offrendo ai visitatori l’opportunità di entrare nel processo creativo del fotografo e di conoscere la complessità produttiva che sostiene ogni immagine. Attraverso alcune fotografie e ad un contenuto video realizzati durante le fasi di lavoro nei diversi Paesi coinvolti, questa sezione permette di comprendere il lavoro e l’impegno necessario a dare forma ad ogni fotografia, dove esseri umani e animali sono stati fotografati allo stesso tempo nella stessa inquadratura.

The Day May Break si configura come un appello urgente e silenzioso al tempo stesso: attraverso immagini di straordinaria potenza visiva ed emotiva, Nick Brandt invita a riconoscere una verità spesso ignorata, ovvero che il destino degli esseri umani, degli animali e del pianeta è profondamente e indissolubilmente intrecciato.

Il catalogo della mostra, realizzato da Società Editrice Allemandi in italiano e inglese, presenta un saggio della curatrice e testi scritti in prima persona dal fotografo.

La mostra sarà accompagnata da una serie di eventi e incontri gratuiti, parte del public program #INSIDE, che si svolgerà ogni mercoledì in museo. Il 18 marzo, giorno di apertura della mostra, si terrà alle ore 18.30 presso la sala immersiva del museo una conversazione tra l’artista Nick Brandt e la curatrice Arianna Rinaldo. A seguire, alle ore 19.30, firmacopie del catalogo.

Il museo di Torino, insieme a quelli di Milano, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola – Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici della Banca e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia.

INFORMAZIONI UTILI

DOVE: Gallerie d’Italia – Torino, Piazza San Carlo 156, Torino

ORARI: martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 19.30; mercoledì dalle 9.30 alle 20.30; lunedì chiuso; ultimo ingresso: un’ora e mezza prima della chiusura

TARIFFE: intero 10€, ridotto 8€, ingresso gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni e prima domenica del mese; ridotto speciale 5€ per under 26 e clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo è il maggior gruppo bancario in Italia – punto di riferimento di famiglie, imprese e dell’economia reale – con una significativa presenza internazionale. Il business model distintivo di Intesa Sanpaolo la rende leader a livello europeo nel Wealth Management, Protection & Advisory e ne caratterizza il forte orientamento al digitale e al fintech. Una banca efficiente e resiliente, è capogruppo di fabbriche prodotto nell’asset management e nell’assicurazione. Il forte impegno in ambito ESG prevede, entro il 2025, 115 miliardi di euro di finanziamenti impact, destinati alla comunità e alla transizione verde, e contributi per 500 milioni a supporto delle persone in difficoltà, posizionando Intesa Sanpaolo ai vertici mondiali per impatto sociale. Intesa Sanpaolo ha assunto impegni Net Zero per le proprie emissioni entro il 2030 ed entro il 2050 per i portafogli prestiti e investimenti, l’asset management e l’attività assicurativa. Convinta sostenitrice della cultura italiana, ha sviluppato una rete museale, le Gallerie d’Italia, sede espositiva del patrimonio artistico della banca e di progetti artistici di riconosciuto valore.