Russia alla Biennale di Venezia 2026, Ue minaccia taglio fondi da 2 mln € alla fondazione, ma silenzio su partecipazione di Israele e Usa

La Russia non partecipa alla Biennale di Venezia dal 2019. Tuttavia, è bastato che venisse diffusa la notizia della riapertura del padiglione per scaturire una reazione dell'Unione europea, che pensa di tagliare i fondi alla fondazione, ma che non si è espressa su Israele e Usa, i due Stati aggressori dell'attacco contro l'Iran

La partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia 2026 ha scaturito la reazione dell'Unione europea, che ha minacciato di tagliare i fondi alla fondazione. Il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ha dichiarato: "Ogni volta che si stipula un accordo di sovvenzione, i beneficiari devono rispettare diverse disposizioni stabilite nel singolo accordo. Quali sono queste disposizioni? Ci sono standard etici che devono essere rispettati, valori dell'Ue, norme dell'Ue, ecc. Quindi, ciò che potrebbe potenzialmente accadere è che esaminiamo questo accordo di sovvenzione. Verifichiamo che tutto sia rispettato e, in caso di violazione, la Commissione sospende o risolve il contratto". Bruxelles va verso un taglio dei fondi da 2 milioni di euro alla fondazione, ma non è stata enunciata nessuna parola sulla partecipazione di Israele e Usa, i due Paesi aggressori dell'attacco contro l'Iran.

Russia alla Biennale di Venezia 2026, Ue minaccia taglio fondi da 2 mln € alla fondazione

La Russia non partecipa alla Biennale di Venezia dal 2019. Tuttavia, è bastato che venisse diffusa la notizia della riapertura del padiglione per scaturire una reazione dell'Unione europea, che pensa di tagliare i fondi alla fondazione. Nei giorni scorsi una nota della Biennale ha precisato che "sono i Paesi riconosciuti dalla Repubblica Italiana che chiedono autonomamente di partecipare alle mostre della Biennale, con semplice comunicazione qualora il Paese sia proprietario di un Padiglione ai Giardini, come nel caso della Russia".

In una nota congiunta della vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen e del commissario Ue per l'equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport Glenn Micallef, si legge: "Condanniamo fermamente la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di riaprire il suo padiglione nazionale alla 61a Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia del 2026".

"La Commissione europea è stata chiara nella sua posizione in merito alla guerra illegale di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. La cultura promuove e salvaguarda i valori democratici, promuove il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione e non dovrebbe mai essere utilizzata come piattaforma di propaganda. Gli Stati membri, le istituzioni e le organizzazioni devono agire in linea con le sanzioni dell'UE ed evitare di fornire una piattaforma alle persone che hanno attivamente sostenuto o giustificato l'aggressione del Cremlino nei confronti dell'Ucraina".

"Questa decisione della Fondazione Biennale non è compatibile con la risposta collettiva dell'UE alla brutale aggressione della Russia. Se la Fondazione Biennale dovesse andare avanti con la sua decisione di consentire la partecipazione della Russia, esamineremo ulteriori azioni, tra cui la sospensione o la cessazione di una sovvenzione dell'UE in corso alla Fondazione Biennale".