Roma, “Violin diVINO” si unisce a “Settant’arte” grazie a Michele Crocitto, il Made in Italy presto a Miami e New York

Il logo di «7’antarte»; sotto alcune violiniste in azione, davanti alcuni quadri, ed in sovrimpressione Anfissa Vassè dipinge avvolta dalla musica di «Violin diVINO» mentre danzano i ballerini classici a loro volta dipinti dai 'baci' dell'artista. Il Manager dell'Arte Michele Crocitto con delle opere dell'amico Giuliano Grittini

Sabato sera a Roma… del passato 7 di Marzo, ecco che le luci del crepuscolo trasformano la Città Eterna in un teatro di riflessi dorati e sagome monumentali che si stagliano contro il cielo: è il momento in cui le opere dell’uomo si illuminano e le inquietudini della settimana lasciano spazio ad atmosfere più intime e poetiche. « 7’antarte » prende quindi il sopravvento al Circolo Canottieri Roma grazie ad una personale iniziativa del prestigiuoso Avvocato Romolo Reboa. Ne scaturisce un meraviglioso spettacolo multisensoriale… pieno di emozioni che originano da creazioni della grandiosa arte dell’uomo:  sculture, dipinti, musiche, danze, cibo e vini.

Di qui trapela l’originale idea del famoso Art Manager della capitale, Michele Crocitto.

Lui, questa, la ha battezzata « Violin diVINO ». E’ un format che rappresenta perfettamente il Made in Italy a misura mondiale (presto sarà anche a Miami e New York!) dove nostri piatti di alta gastronomia si accompagnano ad eccellenti vini da tutta la penisola, mentre un gruppo di violinisti ne sposano la musica d’opera con la degustazione. Quattro dei cinque sensi sfuggono alla realtà e si immergono in un limbo per raggiungere il quinto. E si sprigiona amore: un amore che “mentre la vita ci incalza..”  — come scrisse Neruda, Ndr —  “..è semplicemente un'onda alta sopra le onde”.  Ma non solo !

Tra gli ospiti attoniti di «7’antarte», si muovono sinuose le figure di danzatori classici che esibiscono pitture corporali nelle loro forme (lo chiamano body painting). Le melodie dei diversi archi (i violini di «Violin diVINO») inneggiano alla vita tra passaggi da Beethoven (“Sonata per violino n.5”) a Respighi (“Pini di Roma”) fino a Vivaldi (“Le quattro stagioni”), e di altri incredibili autori che si sono ispirati alla Primavera. Interviene anche una cantante lirica: e scoppia l’incanto con l’incedere dei suoi acuti. Apoteosi!  E nel contempo… in mezzo a loro, si scorge un’artista al lavoro, quasi in una strabiliante congiunzione mistica, alle prese con la sua opera:  per l’occasione Anfissa Vassè, stimata pittrice venuta dall’est europeo.  Aurea… giovine donzella (Anfissa ha solo 22 anni e il suo splendido viso lascia cadere lunghi boccioli dorati…) è lì che dipinge un’altra sublime tavola riempiendola dei suoi celebri “baci” che schioccano da due socchiuse bocche vermiglie.  Lungo le pareti della grande sala, ci sono anche quadri di Genti Gaxho e di Cristina Natale con “le sue tigri”. Tutto questo mentre i cibi ed i vini dilettano i sensi.

Poi la scena cambia, si interrompe con i versi che scorrono di un giovane poeta. E’ solitamente il celebre critico Francesco Gallo Mazzeo ad accompagnare Michele in queste esperienze.

Il primo evento embrionale, in fatti, fu lo scorso dicembre nella splendida cornice del Palazzo dei Principi Colonna… dove il visionario Art Manager è di casa. Nell’occasione la direzione fu affidata alla esperta di storia dell’arte, Elena Parmigiani.

E’ quindi una sinestesia con una sua sequenza che par rispettare i tempi teatrali, eppur rimane così spontanea che dal pensiero arriva dritto al cuore di ognuno. E guarda caso « Sinestesia » è il  nome di un altro format che il nostro Michele Crocitto condivide con l’affermato grafico Carlo Alvise Crispolti, anche lui a sua volta dichiarato artista che si diletta tra pennelli e matite,  mouse e intelligenze artificiali. Anche «Sinestesia» è un evento di cultura e spettacolo che i due hanno portato con successo in diverse parti d’Italia, oltre che nella Capitale, e che nelle varie occasioni ha vista la presenza di artisti e di grandi maestri come Giuliano Grittini (celebre per le sue rappresentazioni di Marilyn Monroe),  Giuseppe Menozzi (titolato scultore di opere in terracotta dipinte al terzo fuoco), il compianto Pino Reggiani… eppoi Paolo Gubinelli, Pino Colin, Gianpaolo Erto, Julianos Kattinis, Emiliano Marinucci… e recentemente il promettente Gianluca Poles.

Ma ritorniamo a «Violin diVINO» ed alla sua unione con «7’antarte». La struttura del format ha preso corpo e si è integrata pienamente nell’evento:  il live & body painting di Anfissa Vassé, le esecuzioni musicali del quartetto d’archi, i gorgheggi della cantante lirica, le performance dei ballerini, gli interventi poetici dei narratori e una degustazione guidata di  selezionatissimi vini ad accompagnare il racconto artistico.

Il vino, quindi, elemento narrativo portante. Così ogni bacca in purezza, come ogni provato uvaggio diventano protagonisti silenziosi di ogni singolo atto di questo spettacolo, che ha un ritmo e una sinossi. Risulta tutto una fusione di arte, perché pure l’epico succo è una creazione di Dio atta alle mani dell’uomo e l’enologo ne è il profeta. Ma tra i profeti di sabato sera c’erano Luca Poles, già trentennale pioniere internazionale del Prosecco, in rappresentanza dell’omonimo produttore veneto Casa Poles®,Gaetano di Arrigo Wines®  direttamente dall’Etna e Roberto Ferrari della omonima azienda agricola del Sud Tirol. Personalità del mondo enoico che non vedono la leggendaria bevanda solo come business, bensì come espressione umana. Ed è per questo che si affiancano all’ambizioso progetto.  

La conclusione la lasciamo alle parole dell’infaticabile Michele Crocitto:  “L’esperienza diretta è il vero valore che le persone vivono. Anche chi, dall’estero viene qui, cerca esperienze capaci di immergerlo nel vissuto del nostro paese. Ecco perché ho concepito «Violin diVINO» come progetto immersivo, difficilmente replicabile. Un’opera creata e vissuta in tempo reale in cui ogni presenza diventa performance, anche il pubblico”.  In pratica: puro Made in Italy !

Di Pollicino