Milano, il 24 marzo cena solidale in favore delle famiglie del Libano sfollate, ricavato devoluto a Croce Rossa Libanese

Durante la serata verranno letti brani tratti dall’ultimo romanzo di Eugenio Cardi “Il fornaio libanese”, un libro che ripercorre il Libano dell’invasione israeliana del 1982

Il 24 marzo, al ristorante libanese La Meza di Milano, si terrà una cena solidale, in favore delle famiglie del Libano sfollate, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla Croce Rossa Libanese. Una serata che unisce la convivialità all’impegno umano di fronte alla sofferenza delle persone e visto il silenzio delle istituzioni, come per il genocidio a Gaza.

Milano, il 24 marzo cena solidale in favore delle famiglie del Libano sfollate, ricavato devoluto a Croce Rossa Libanese

L’iniziativa non sarà soltanto gastronomica: durante la serata verranno letti brani tratti dall’ultimo romanzo di Eugenio CardiIl fornaio libanese”, un libro che ripercorre il Libano dell’invasione israeliana del 1982. Quarant’anni dopo, alla luce dei tragici avvenimenti attuali, quelle pagine sembrano profetiche, ricordando al mondo come il dolore e la guerra non abbiano confini temporali. Le storie dei protagonisti, tra coraggio e disperazione, si intrecciano con la realtà contemporanea, sottolineando quanto la memoria storica sia necessaria per comprendere e aiutare.

L’appuntamento è fissato per le ore 20.00 in via Giuseppe Tartini 13. Partecipare significherà molto più che condividere un pasto: è un atto di vicinanza e di responsabilità civile. Ogni piatto, ogni conversazione, ogni parola letta sarà un piccolo gesto a sostegno di chi ha perso tutto, costretto a fuggire dalla propria casa, dal proprio paese, dal Libano e non solo.

Eugenio Cardi, che parteciperà dunque all’evento in qualità di scrittore e autore del romanzo “Il fornaio libanese”, ha dichiarato: “In un mondo dove spesso i governi tacciono e le diplomazie guardano altrove, sono le persone comuni a dimostrare che la solidarietà esiste, che la memoria si può coltivare, e che ogni contributo, per quanto piccolo, può fare la differenza. La cena di Milano non sarà solo un evento: sarà un segnale forte, umano e necessario, per ricordare che il Libano non è solo una lontana terra di conflitti, ma una comunità di esseri umani che meritano attenzione e sostegno concreto”.